We are the Roccella Jazz

IMG_7047E’ calato il sipario sul Roccella Jazz Festival, e sinceramente me ne duole. Pensavo di provare soltanto la solita tristezza per non vedere più su quel palco artisti di fama internazionale, che non è facile raggiungere con l’obiettivo di una fotocamera, o almeno non è cosa di ordinaria quotidianità,  ma invece provo una sensazione di amarezza e sconforto morale per le parole dure e accusatorie se non addirittura diffamanti rivolte da tanti, a chi fa di tutto per far vivere una delle più grandi manifestazioni della Calabria. Io, come ormai è noto, sono uno di quelli che cercano di dare la giusta visibilità al festival, ed indirettamente anche al paese che lo ospita in quanto a che se ne possa dire (di tutto e di più), quello che abbiamo qui viene riconosciuto all’estero come uno dei più grandi festival di musica. Roccella è il mio paese, e provo un certo orgoglio quando legano la mia residenza alla celebrità del Roccella Jazz, lo stesso orgoglio che provo quando una mia foto scattata ad un artista sul palco, fa il giro del mondo attraverso il web, o attraverso una copertina. Se ho perfezionato certi aspetti del mio modo di far fotografia, lo devo alla possibilità che mi è stata data, e cioè di stare sotto quel palco e unire la musica alla fotografia. Proprio per questo attaccamento alla bellezza, ed alla mia testardaggine di volerla esportare ovunque, mi vedo coinvolto sempre più spesso a collaborare con gli organizzatori di vari eventi Roccellesi, tra questi anche il Corteo Storico Carafa, o dovunque vi siano immagini o musica da promuovere . Lo faccio con entusiasmo e sempre in sintonia con persone che io ho sempre stimato per il loro modus operandi nel realizzare con volontà cose che sembrano impossibili all’attuazione. Mai mi sognerei di entrare in certi ambienti  se solo annusassi il cattivo odore della poca trasparenza,  però ho spesso scritto o detto, che davanti ad un palcoscenico è facile parlare, come è altrettanto bello vedere luci accese su eventi grandiosi riusciti bene o quasi, ma solo chi è dietro le quinte può capire e toccar con mano le difficoltà, gli ostacoli, gli espedienti per cercare di raggirare la burocrazia che attanaglia qualsiasi cosa, ed infine i salti mortali per cercare di spiegare come stanno veramente le cose, accollandosi così colpe inesistenti, mentre gli altri godono solo dello spettacolo. Quest’anno io e gli altri amici fotografi, non ci siamo limitati a scattare come facciamo solitamente ogni anno, ma ABBIAMO VOLUTO SPONTANEAMENTE dare una mano concreta alla realizzazione del festival jazz, che non potendo attingere più dai finanziamenti ministeriali, ha dovuto accontentarsi solo di quelli regionali, divenuti poi, per fatti ormai noti realmente quattro spiccioli per una manifestazione del genere. Ma proprio per questo, e per fermamente voler NON FARLA SCOMPARIRE, ci siamo rimboccati le maniche insieme ad un nutrito gruppo di amici e  quello che si è potuto fare, lo si è fatto con il massimo impegno e passione, ma soprattutto con la sintonia tra di noi (senza esperienza in materia), ma tra l’allegria ed i sorrisi, comprando anche gli stessi biglietti o abbonamenti a sostegno, e pagandoci la nostra maglietta identificativa. Per cui leggere le pesanti accuse verso gli organizzatori (da quest’anno il Comune di Roccella Ionica), è come se le avessero fatte a noi che abbiamo la sola colpa di voler mostrare il bello di una comunità, e delle cose che si possono realizzare con poco oltre che spingere il nome di Roccella oltre confine, e purtroppo a nostra difesa non possiamo far altro che riportare con profonda delusione, una citazione: “Fare a pezzi, è il lavoro di chi non sa costruire”.
(Ralph Waldo Emerson)

IMG_7351

 

Ora, a luci spente, rimangono soltanto gli scatti che tutti noi cercheremo di esportare, con la musica di una gloriosa ed eroica Radio Roccellese irradiata, i commenti ed i ringraziamenti uniti ai complimenti degli artisti per aver ancora una volta realizzato una grande ed importante manifestazione, e le polemiche e le critiche verso qualunque cosa si organizzi in questo lembo di Calabria. Ora sotto a chi tocca… Taranta compresa, mentre noi cominciamo a lavorare per il prossimo anno, se non per Natale, affinchè le note del sax che sa di arancia, si uniscano ancora a quelle di grandi artisti internazionali ed anche perchè, citando una canzone del Liga, “noi siam quelli là, …tra palco e realtà”

 

 

di Pino Curtale

Solo applausi

_MG_3790

Era ormai questione di giorni, di ore se vogliamo, ma purtroppo la notizia è arrivata.

Il senatore Sisinio Zito non c’è più ! Ha stretto i denti nella sua lotta contro una devastante e rapida malattia, ma ha perso la battaglia. Lui era abituato a combattere, era un guerriero contro la burocrazia e contro tante altre cose, in virtù delle sue coerenti idee, ma in nome e fede della sua Calabria, della sua Roccella. Aveva una tenacia e caparbietà che molti gli invidiavano, doti che a mio modesto avviso non si ereditano, ma sicuramente si trasmettono. Io l’ho sempre stimato come Politico, si ,con la P maiuscola, e non per abbracciare la sua fede politica, ma per il modo di esercitarla. Il suo modo di ottenere dei risultati non era comune a nessun parlamentare dei giorni nostri, ma forse mi piaceva paragonarlo a personaggi di altri tempi. Soprattutto l’ho apprezzato come Uomo che aveva il fiuto per le cose che nascevavo dal nulla e che crescevano nella bellezza per diventare poi delle meraviglie assolute. Noi quando ci incontravamo, parlavamo appunto della bellezza dei luoghi, della potenzialità che essi hanno, di come si potesse far vedere ad altri quello che la volontà del singolo può fare, ma non parlavamo certo di politica, anche perchè , lungi da me affrontare discorsi in cui non avrei trovato vie d’uscita e scampo, specialmente con lui. Parlavo solo di quelle cose che sapevo e potevo offrire, la collaborazione a realizzare qualcosa e promuoverlo con le immagini. Per questo Lui mi “corteggiava”, affinchè io cogliessi qualche attimo della grandezza di questa Città. Un giorno mi disse: “Pino, se ti capita, passa da….(indicandomi il luogo), vi è una Agave in fiore che è uno spettacolo. Scattagli una foto come sai tu, e facciamo vedere che questa terra non è così arida e brutta come tutti pensano, ma basta guardarsi intorno per ricredersi.” In quel luogo è stato ritratto con il palmo della mano sulla fronte a guardar lontano come era solito fare.

E poi i suoi complimenti per aver visto le mie foto sul sito della cantante israeliana Noa, non li scorderò mai, direi quasi imbarazzanti, ma solo perchè lui credeva, tra le tante cose, al suo Festival, alla musica ed agli artisti che gli giravano intorno.T.alCast(4) 031 E mettere in luce quella eccellenza, era come elevare ai massimi livelli tutta Roccella, credendo nelle persone e nelle loro capacità. Questo era Sisinio Zito, conosciuto tantissimo tempo fa, e con l’amicizia che mi lega alla sua famiglia, ai suoi figli soprattutto, voglio ricordarlo come un punto di riferimento ed una bandiera della mia e nostra Roccella Ionica. Spero tanto che il suo esempio ed il suo modus operandi per il bene della comunità, sia da insegnamento a tanti, e voglio anche ricordarlo nell’ultima volta in cui ci siamo incontrati; era il giorno del suo compleanno, nel salutarmi mi disse con voce affaticata: ” Pino, poi ti devo dire una cosa, che non c’entra nulla con questa serata, ….una idea” Lui di idee ne aveva tante, era considerato anche un Visionario, ma ci azzeccava quasi sempre. Chissà cosa avrebbe voluto dirmi, e che gli era balenato in testa, ma purtroppo non me lo dirà mai.13588737_1027628417273745_1083800939_o

Arrivederci Senatore, io terrò sempre presente la sua citazione “Nella vita non dobbiamo perdere mai la capacita di realizzare cose impossibili” vorrei solo avere il suo coraggio, ma me ne ricorderò di più se avrò ancora la possibilità di scattare qualche foto da sotto quel palco che da oggi sarà più vuoto che mai.  GRAZIE DI TUTTO !!

di Pino Curtale

Il coraggio delle idee

Senza titolo-1

Eccomi qui. Ho aspettato che tutto finisse, che si spegnessero i riflettori, per scrivere del bello che è stato, di quanta attestazione di stima ho ricevuto, ma soprattutto di quanto affetto ed amicizia ho avuto intorno.

Far nascere un evento non è facile, lo devi programmare, e studiarne i minimi dettagli affinchè vi siano meno inconvenienti possibili. Soprattutto devi far sì che arrivi un messaggio alle persone che eventualmente vi parteciperanno, ed inserirlo in un evento ancora più grande, io la considero di per se una grande impresa. Ogni compleanno è speciale,  ma per le 4O candeline di Radio Roccella si è creato qualcosa di magico. In una location meravigliosa quale l’Ex convento dei minimi, musica, luci, emozioni, ricordi, amicizia, allegria , hanno trasformato due giorni di inizio estate, in una grande festa. Vi è stato qualcosa che qui, nella Roccella Ionica dei grandi eventi, forse non era mai accaduto. La fotografia ha incontrato la musica, facendola vedere ai tanti partecipanti, sotto una bellissima nuova luce. Hanno fortemente voluto che io curassi  e presentassi un progetto, ed è stato come se fossi stato invitato a dirigere una grande orchestra. Tutti a seguire le mie idee, attenti alle mie esigenze, quasi imbarazzato da cotanta attenzione. Non sono un promoter, ne la persona più adatta a sviluppare trattati sulla fotografia, ma ho sempre cercato di spiegare come la intendo io, semplice fotoamatore. La fotografia, tutti credono sia un semplice scatto dovuto da un movimento del dito sulla fotocamera , ma io penso invece, che vada oltre quel semplice movimento. E’ inverosimilmente un insieme di tante cose, ma è anche “comunicare” trasmettere a chi quella immagine la osserva, un qualcosa. Io tra le varie definizioni, e concetti, della fotografia , preferisco “fermare un attimo, magari irripetibile, del tempo che sfugge”,  trasmettendolo agli altri come un messaggio o se volete un domani un ricordo di quel che è stato. Tra i tanti aspetti , vi è anche la fotografia LIVE cioè dal vivo, dove vi è un contatto diretto tra artista e strumento, soggetto e fotografo; vi è tutta l’espressività che un obiettivo fotografico può cogliere. _MG_5505Questa tipologia di scatti, trasmette emozione specie se chi ha la fotocamera in mano sente dentro anche la musica. Questo è il legame che ha dato spunto alla realizzazione della mostra fotografica “La luce e il suono” tra palco e strada, ambienti scenici di tanti artisti. Roccella ancora una volta ha “importato” bella gente, persone che non la conoscevano, se non per le immagini del web e dei social,  facenti parte dell’associazione culturale FotografiAmo, la quale desinenza finale, oltre ad essere un plurale, sta ad evidenziare l’amore per la fotografia. Sono degli Amici meravigliosi, che ho conosciuto un anno fa, e la loro travolgente voglia di fare, comunicare e condividere l’hanno trasmessa anche a tutti i ragazzi della Radio. La cosa più bella di questi due giorni intensi, è stato il loro continuo apprezzamento per la nostra comunità, per la bellezza della nostra città, e per le doti innate di ospitalità ed accoglienza della gente che ci abita. Vogliono ritornare, per trascorrere qualche giorno di relax nel periodo del Festival Jazz, quindi come dire….la fotografia è anche promozione del territorio, ed esportazione di esso.

IMG_0280 copiaQuello che mi ha veramente fatto capire quanto sia importante “trasmettere”, è stato il workshop indirizzato ai ragazzi. Ben 18 attenti partecipanti che pendevano dalle labbra del maestro Glauco Dattini, e seguivano affascinati, quasi incantati le spiegazioni sul campo dei tutor Danilo Mililli e Alessandro Ziantoni. Però permettetemi di ringraziarli tutti: Andrea Mercanti, Benedetto Tari, Loredana Melandri, Daniela De Angelis, Antonella De Angelis, Renata Comandini . Non mi sarei mai aspettato tale entusiasmante risposta anche da persone venute da altre cittadine locridee, ma il grazie più bello ed imbarazzante credetemi, è stato quello di Matteo,Giuseppe e Matteo nel richiedermi una firma sull’attestato di partecipazione quasi a dimostrare un affetto in più nei miei confronti, per aver dato loro una bella opportunità. In quel momento ho capito veramente di essere riuscito nel mio intento e di aver fatto qualcosa di bello.

Chi osservava gli scatti esposti, si fermava a lungo a contemplare quelle immagini scaturite da due passioni comuni, la musica e la fotografia. La dimostrazione palese di ciò sotto gli occhi di chi ha presenziato al live della bravissima Tanya Borgese , “the voice of Calabria” ,dove si è scatenato una vera guerra di scatti anche scherzosi  tra di noi puntandoci i tele a vicenda come fucili. Meravigliosi tutti e tutto, stanchi ma felici siamo riusciti a convincere che con poco si può far tanto, basta volerlo. La risposta della gente sarà sempre il premio dell’impegno anche se sacrificato.

Mi piace però concludere con una citazione: “…. il coraggio è anche questo, che l’insuccesso possa comunque essere il frutto di un tentativo. Ma che talvolta è meglio perdersi sulla strada di un viaggio impossibile, che non partire mai. “…lo scriveva GIORGIO FALETTI.

 

di Pino Curtale

Ragione di vita

Le giornate scorrono nel tempo, e a volte volgono a termine con un po’ di scoraggiamento per come affrontare le successive. E’ del tutto normale…in una vita altrettanto normale, ma   poi al mattino, vi sono quei piccoli gesti di una quotidianità familiare, che ti rincuorano dandoti la carica giusta per le prossime ore. Tra le tante cose belle di ogni Santo giorno di cui vedi sorgere il sole, vi sono i figli, a cui forse si dedica poco tempo, o magari mai  abbastanza. Loro ti osservano, e dal loro mondo, ti guardano dentro accorciando spesso quel giusto distacco di età che vi è in mezzo.

Non è certo la festa del Papà, a far riaffiorare i sentimenti celati dal ritmo quotidiano frenetico e convulso, ma è uno di quei giorni in cui forse ti ricordi veramente cosa significhi essere padre, e cosa tu possa rappresentare per tua figlia/o : il punto di riferimento vero a cui si ispirano, e che cercano di imitare prendendo esempio. Io mi trovo spesso in imbarazzo, proprio perché penso di sbagliare, ma poi …….una lettera lasciata al volo, sul sedile dell’auto affinché io la potessi leggere da solo, e da solo commuovermi..

“Caro papà, come ogni anno, è arrivato il momento della letterina. Ogni volta è sempre più difficile scriverla, perché le cose da dire sono tante e trovare le parole giuste è altrettanto difficile, ma ci proverò e spero che anche questa volta riuscirò a strapparti un sorrisetto ed una lacrimuccia.

Le mie prime parole PA-PA’…,che emozione avrai provato vero ? Beh , evidentemente già da piccola, avevo le idee ben chiare su mio padre, vale a dire…una persona che avrebbe spianato la strada per il mio futuro, il mio supereroe, il mio re. Una persona che sarebbe riuscita a trasmettermi le sue passioni come la tecnologia, e la fotografia.

Secondo me tu infatti, non scatti le foto con la tua reflex, ma con la  macchina fotografica migliore che tu possa aver avuto…i tuoi occhi !!! Quegli stessi occhi con cui mi hai guardato il giorno in cui sono nata, quegli occhi con cui mi vedi crescere ogni giorno, quegli occhi lucidi che esprimono l’amore paterno che provi per me !

Ti voglio bene Papi

……..un giorno incontrerò il mio principe, ma tu sarai sempre il mio Re. ”

wp-1458377502315.jpg

Ecco, questa è la ragione principale della mia vita ! Ringrazio ogni giorno Dio e San Francesco di Assisi per avermi dato la gioia di diventare padre, e mia moglie per aver messo al mondo quella che è, e sarà, la luce dei miei occhi. E  alla mia “principessa”, cercherò con umiltà di insegnare sempre i valori sani ereditati dai miei genitori, indicandole la giusta strada e dandole gli strumenti utili e corretti per continuare a percorrerla. Auguri a tutti i Papà !! e ricordiamo sempre che i nostri figli, ricalcheranno le orme dei nostri passi, per cui, cerchiamo di non cadere camminando davanti a loro.

Grazie Chiaretta…ragione della mia vita

 

di Pino Curtale

TRECENTOSESSANT 8 volte auguri

Troppi soprusi nascosti
Troppi volti solcati da lacrime che non si vedono scendere
Troppe violenze oscurate dalla paura delle minacce
Troppe le indifferenze di chi vede e non parla
Poche le denunce
Poche le pene dure per coloro che si sentono “super uomini”
La figura di una DONNA, dovrebbe essere racchiusa solo in queste 5 dolcissime lettere.
Colei che sa tirare fuori un sorriso anche da una lacrima, pronta a indossare l’elmetto e combattere fino allo stremo delle forze in ogni situazione difficile della famiglia, andrebbe rispettata se non venerata, ogni santo giorno e non solo l’8 marzo.
Il mio omaggio è una foto tra le tante del mio archivio, ma anche una speranza,…che queste Donne, possano avere la forza di uscire dal buio, liberarsi dalla figura di sottomissione, da quel profondo rosso voltandogli le spalle, e riescano con forza e determinazione ad uscire dal buio,verso la luce, come gli alberi tendono i propri rami verdi al sole per nuova linfa.
TRECENTOSESSANT 8 Auguri…_MG_7663 copia

di Pino Curtale

La gioia corre……anche da sola, pur di raggiungere la felicità

IMG_4865

Anche quest’anno, il nostro Oratorio, ha festeggiato San Giovanni Bosco, “l’operaio di Dio”.

Lo ha festeggiato, diffondendo tra tutti i ragazzi che lo frequentano, tanta gioia e voglia di allegria. Noi che ci siamo adoprati perchè ciò si realizzasse al migliore dei

modi, abbiamo goduto della loro felicità, ed io per primo, mi sono accorto per l’ennesima volta, di quel poco che basta a farli socializzare e stare insieme con i sorrisi incollati sui loro volti. Ogni anno vi è uno sforzo non indifferente a far incastrare tutte le tessere necessarie a comporre il mosaico colorato di questi due giorni di festa appena trascorsi, in quanto devi combattere con tante piccole cose che sommandole ti fanno venire un pò di sconforto. Poi, quando sei con la testa tra le mani a pensare come risolvere quel piccolo intoppo che ti si para davanti al momento, arriva un “pargoletto” che ti chiede: “ Vuoi aiuto ??” e allora pensi che per loro, pur di vederli correre felici in quel cortiletto che è il loro piccolo mondo, non vi saranno mai ostacoli non superabili.

_MG_4604

Certo, ti aspetti la sensibilità degli altri, quella che solitamente arriva ma solo in parte, però alla fine forse è meglio così, se non altro serve a spronarti sempre di più a fare quello che proprio gli altri non si sforzano di fare. Perché dico questo ?? perché penso che quando ti impegni in qualcosa, e cerchi di portarla agli altri, affrontando mille difficoltà, ti sforzi di “raccontare” qualcosa di bello…e quando ti metti in gioco con tutte le tue forze, pensando di renderti utile nel sociale, specialmente quando lo fai per i ragazzi, facendoli sentire importanti spingendoli a guardare con ottimismo alla vita……ti si dovrebbe aprire, anzi spalancare, ogni porta che incontri.

Invece spesso e volentieri, ti scontri con scoraggiamenti, e delusioni, che provengono parzialmente anche dal mondo della scuola, quella che dovrebbe essere al posto mio ad insegnare alcune cose……….la solidarietà per esempio che è, o meglio dovrebbe essere, parte del bagaglio culturale di ognuno di noi.

Mi riferisco alla poca partecipazione degli alunni, al bellissimo musical sulla vita di Don Bosco, e non penso certo per loro volontà. Sicuramente avrebbe fatto bene a tanti, “apprendere ulteriormente” da quei ragazzi sul palco, di cui alcuni affetti da “diversa normalità”, ma evidentemente è stato recepito male il nostro messaggio. ……Peccato !

_MG_4846

Dicono comunque, che la stanchezza rende nervosi e senza voglia di fare, noi animatori e responsabili, invece ci carichiamo di quella felicità , quella che ti trasmettono i ragazzi vogliosi di fare festa, stare insieme, e costruire qualcosa. È bello vederli uniti, è bello vederli contenti, è bello vedere i grandi che si occupano dei piccoli, è bello vedere che tutti hanno rispetto per chi li sa prendere dal verso giusto.

“ Io desidero vedere i miei giovani, correre e saltare allegramente nella ricreazione. Perché sono sicuri del fatto mio.” Questo diceva Don Bosco, e lui sapeva benissimo quanto siano necessarie queste “distrazioni”, ma lo sappiamo noi oggi ,quanto siano più necessarie di allora.

Comunque sono stati due giorni intensi, dove tutto è stato perfetto , e dove i nostri ragazzi hanno goduto di quella sana ricreazione di cui sono loro stessi artefici, nonostante una piccola “gioia negata” , specialmente ai più piccoli, ed alla quale loro hanno obbedito tralasciando qualsiasi “perché”, ma che ha fatto però da ulteriore carica alla buona riuscita della loro festa. Erano proprio un spettacolo da ammirare….

Bravi TUTTI quindi, e grazie a chi ha voluto aiutarci a condividere e replicare quel “sogno dentro un cortile” che era di San Giovanni Bosco.   Alla prossima tappa !!!!

_MG_4933

di Pino Curtale

“La fame viene e passa, ma la dignità una volta persa non torna piú.” NICOLAI LILIN

IMG_0570

Quando utilizzo il blog per raccontare, lo faccio in quanto qualcosa di bello ed emozionante accade sulla mia strada, e per fortuna raramente scrivo di cose spiacevoli, ma in questo caso mai avrei voluto scrivere quello a cui sono costretto ad osservare quasi impotente. Purtroppo questo accade dopo avere raccontato della mia esperienza a Lourdes, di quei sorrisi che incontri per caso, e che si perdono nell’infinita gioia che vivi in quei momenti accanto a persone che cercano solo serenità. Non avrei pensato mai al mio ritorno di venire a conoscenza dell’ennesimo sopruso verso le persone deboli, verso i nostri “Amici Speciali”. Quegli Amici, che nonostante la loro condizione di “diversa normalità”, si vedono ora bistrattati ed umiliati come se non contassero nulla in questa balorda società, come se non bastasse quello che purtroppo madre natura ha negato loro a suo tempo. Tutto per che cosa ???? per il buon nome della famigerata SPENDING REVIEW che italianamente dovrebbe significare REVISIONE DELLA SPESA o DELLO SPENDERE, con cui tutti noi ormai dobbiamo combattere. Ma la voce del verbo combattere, i signori del palazzo non la conoscono e penso non abbiano mai sentito parlare chiusi in quelle mura che loro chiamano CABINA DI REGIA. Non conoscono minimamente cosa significhi tagliare servizi essenziali alla sopravvivenza, e sapere che non puoi permetterti di star male, in quanto non sapresti neppure dove andare a curarti. Cosa volete che ne sappiano lor signori cosa significa H24 su una carrozzina (per i più nobili = sedia a rotelle) o costretti a letto, essere letteralmente imboccati, e puliti delle proprie esigenze fisiologiche ??. NULLA !!! non ne sanno NULLA !!

I nostri pseudo politici, o gentaglia che si spaccia per tali, vivono distaccati dalla realtà quotidiana e quindi senza addentrarmi in labirinti di frasi da cui non ne uscirei più, meriterebbero vivere in quelle condizioni, per vedere con altri occhi, e provare così tutti i disagi umilianti che stanno vivendo gli ospiti del centro neurolesi di Locri. La cosa che mi fa più rabbia è l’indifferenza, l’apatia, e soprattutto quel…”vedremo, ci stiamo impegnando….” Impegnando a far cosa ???? a costringere quei ragazzi a intraprendere uno sciopero della fame, e fargli uscire di bocca parole dettate dalla disperazione e dallo sconforto ???

“Siamo i soliti ignoti, 4 ragazzi amici di Giacomo. La portavoce Cinzia dice che ormai siamo distrutti e stanchi, niente di nuovo è successo. Anzi la situazione è peggiorata. Ci avevano promesso che tornavano Giulia e le sue amiche, (i ragazzi della cooperativa licenziata n.d.r. ) ma niente di fatto. Adesso abbiamo deciso di fare qualcosa di importante, infatti da lunedì 9 Novembre 2015 inizieremo lo sciopero della fame. Tanto se proprio dobbiamo morire: lo facciamo con dignità.”

A me, letta questa lettera sono venuti i brividi, e sicuramente la stessa sensazione di freddo la avranno avuta i miei amici dell’UNITALSI che da oltre un mese ormai stanno lottando per loro e tamponando questa VERGOGNOSA situazione. Poi l’immobilismo di chi non può o meglio non vuole scovare le magagne degli “IMBOSCATI” passati a miglior lavoro di scrivano, o infettati da malattie rivelatesi in seguito pandemiche, fa venire il classico travaso di bile, specie se difronte a questo tragico quadretto senti ancora dirti…”ma sapete i soldi non ci sono, per via della Spending Review” . Questo maledetto termine inglese (che per la politica italiana è più figo), demanda tutto alla Regione e per cui dai palazzotti romani, a dir loro si ode..ABBIAMO LE MANI LEGATE !! Infatti ogni giorno la magistratura ne lega almeno due. Ma quale Regione ? quella istituzionale ? non è mai esistita ! Di certo è che ancora una volta il Volontariato dà lezioni di buona volontà e si sta adoprando in vari modi con mille sacrifici per alleviare le sofferenza, facendo brillare la speranza e la constatazione che le belle persone ci sono comunque.

“Non vogliamo vedere quei ragazzi tristi”, sono le parole di chi sta tamponando in attesa che qualche coscienza si risvegli dall’annoso letargo, e STRALCI qualche spicciolo dalle loro spese faraoniche, per l’assistenza dignitosa a chi non ha avuto la comune fortuna del vivere quotidianamente la NORMALITÀ.

Io quei sorrisi li rivoglio vedere sui loro volti, e penso che a chi come me li ha visti in tutt’altre situazioni, manca quella luce che illuminava tutti coloro i quali stavano accanto. Quella luce è ora purtroppo un lumicino fievole, e spero dal profondo del cuore che non si spenga, in quanto so bene quanto tempo ci vorrà poi per riaccenderla nuovamente.

di Pino Curtale

Spiritualità, Gioia, Servizio…….missione possibile

IMG_2223La fotografia, è…..tante cose, ad esempio riesce a portare agli altri i momenti in cui vorresti che il tempo si fermasse. E’ anche un modo di raccontare, e indurre a riflettere meglio su quello che ci circonda, e che spesso sfugge ai nostri occhi. Molti la definiscano un’arte, e sicuramente lo è, in quanto fotografare significa “disegnare con la luce”, ma vi sono angoli bui, che bisogna saper cercare , illuminare, e magari poi riuscire a mettere in risalto quello che prima era poco visibile. La mia passione per la fotografia, inverosimilmente, mi ha portato a vedere alcuni aspetti della nostra vita sociale che prima erano quasi “ordinari” per i miei occhi, e fotografando ho conosciuto meglio valori come la solidarietà, o quanto possa far bene un sorriso, specie se chi te lo regala, avrebbe forse buoni motivi per non farlo.

Ho casualmente abbracciato le attività dell’UNITALSI, con la scusa di fotografare alcuni loro momenti, ma più partecipavo alle varie attività che mi davano la possibilità ed il piacere di “raccontare” attraverso le foto, più mi soffermavo su quei sorrisi, su quella gioia che respiravo. Però il campo estivo 2015, è stata la spinta determinante a far si che io seguissi questa fantastica associazione di volontariato a LOURDES in occasione del pellegrinaggio nazionale. L’ho fatto da fotografo accreditato, è vero, ma forse anche una scommessa per me, per combattere contro i miei dubbi e vincere anche la mia emotività.

Salito su quel treno, si è azzerato tutto, trenta ore di viaggio pesano certamente, ma basta guardare quello che accade negli undici vagoni che lungo la strada ferrata man mano si riempiono, per ridere al tempo. Osservo bene, e cerco di fissare alcuni particolari che mi fanno anche pensare per qualche attimo di non essere preparato a tutto ciò , e forse avrei dovuto aspettare prima di decidere, ma il caso volle che su quel treno, io mi affacciassi alla soglia dei 53 anni, e fuori da internet, le due uniche telefonate di auguri arrivate dopo aver oltrepassato il confine con la Francia sono state proprio quelle di due “amici speciali” del campo estivo, e allora…veramente lì ho capito l’importanza di quel viaggio, e che sarebbe stato anche un bel compleanno. Prendo la fotocamera e comincio ad attraversare i vagoni , passo dalla cucina, dallo scompartimento dei medici volontari, dal minibar, scopro che vi è addirittura una piccola cappella dove soffermarsi e dove i sacerdoti presenti celebrano messa, con un audio diffusione artigianale ,che la fa arrivare in ogni scompartimento . E poi…..il “barellato” , il vagone più importante, dove viaggiano e riposano gli ammalati. Lì il dito sul pulsante di scatto, ha esitato per qualche attimo, prima di premere, ma ogni sorriso che giungeva da quei volti, era impagabile.IMG_2144

Quest’anno al pellegrinaggio vi erano anche tanti “Bambini in missione di pace” che forti delle parole di Papa Francesco ,”con i bambini non si scherza, hanno scelto proprio Lourdes per essere ambasciatori di questo messaggio, e per loro è stata creata  una piccola Disneyland nella immensa prateria al di la del fiume.

Dove vi sono i bambini vi è gioia, e questa ha veramente contaminato tutti , sin dall’arrivo del treno in stazione con l’accoglienza a loro riservata. Un tripudio di colori e musiche che davano il benvenuto ai piccoli pellegrini. Tra la grotta di Massabielle e quel parco divertimenti, vi era comunque un legame speciale, e la loro presenza agli appuntamenti importanti del pellegrinaggio, davano ancora più gioia alla missione dell’UNITALSI. Tanti infatti erano i giovani facenti capo all’associazione che dedicavano il loro tempo all’animazione.

Centinaia di palloncini colorati sono andati ad incontrare il cielo, ognuno con attaccato al filo un bigliettino, con scritta una preghiera, che sicuramente sarà arrivata prima delle altre perché i bambini vanno sempre ascoltati.

Sono stati 5 giorni intensi, in cui mi sono passate davanti tante immagini che ho colto con la mia fotocamera, immagini anche forti ma coronate da tanti sorrisi disarmanti. E si… perché in quel luogo sorridere, è “voce del verbo nonostante tutto”, e quando incontri persone che con problemi veramente seri affrontano queste difficoltà sorridendo, allora ti guardi intorno e vedi il vero senso della vita.

Scende la notte, in quel luogo cala un religioso silenzio, quasi surreale, e davanti la grotta continua ininterrottamente il passaggio per toccare la roccia che trasuda acqua della fonte santa. C’è chi ripete questo rituale più di una volta, approfittando della coda d’attesa non lunga, ci son passato anche io, ed a quella roccia, sembriamo volerci aggrappare, come del resto ad ogni speranza consegnata a quella bella Signora vestita di bianco che ci guarda da qualche metro sopra di noi.

Nel piccolo paesino di Lourdes, è un continuo via vai di dame e barellieri dell’UNITALSI, che si alternano ai continui turni di servizio diurni e notturni, senza far apparire la stanchezza fisica, ma che trovano spazio per momenti di festa da dedicare ai loro “amici speciali” e perché i sorrisi si moltiplichino. Io da questo viaggio ho colto tanto, ma le migliori fotografie sono state scattate dal cuore passando dagli occhi. Ho visto la sofferenza, la carità e la solidarietà, anche quella inversa del signore sulla carrozzina che offriva dei soldi alla ragazza con le scarpe rovinate perché si comprasse delle nuove.IMG_2674

E poi..arriva il momento di ripartire, lasci li un pezzo di cuore, e il treno che si ricompone, viene salutato da chi resta. Sono i ragazzi che hanno scelto di svolgere il loro servizio civile proprio al Santuario. Scorgi diverse lacrime scendere dalle guance, di chi è alla prima esperienza, specie dai visini degli ultimi bimbi rimasti, che ancora indossano il cappellino colorato. Carrozza 10, la stessa che era colma dell’euforia 7 giorni fa, ora vede regnare il classico magone, si prevedono disagi per via dell’alluvione che ha colpito il sud della Francia, ma il tempo passerà comunque. Lo sfrutterò per scrivere e riordinare le immagini con cui ho tentato di fermarlo, ma l’emozione non ha ne voce, ne foto da commentare, e solo i miei occhi avrebbero potuto mandare in diretta alcuni particolari momenti, se solo fossero collegati al cuore di tanti.

Vedere ragazzi che nonostante le proprie “difficoltà” indossano quella felpa blu, e si danno da fare per gli altri, non è scena da vita quotidiana purtroppo, quindi conserverò a lungo tutto questo dentro di me, e non avrei mai creduto se non fossi andato in quel piccolo angolo di mondo ai piedi dei Pirenei. I veterani dicono che quando vai a Lourdes per la prima volta sicuramente ritornerai una seconda, forse anche per me sarà cosi, ma in tal caso, tra uno scatto ed un altro da tramandare nel tempo che ci sfugge, magari spingerò anche una carrozzina.

L’album completo del reportage di questa meravigliosa esperienza cliccando sulla foto del link sottostante o sul canale YouTube

https://m.flickr.com/photos/100894558@N07/sets/72157659153793879/

di Pino Curtale

La nostra festa non deve finire……e non finirà

IMG_1484

50 anni di AGESCI ROCCELLA 1 ! …son tanti, quasi quanti la mia età, e dei miei 53, almeno 16 li ho trascorsi in questa meravigliosa famiglia degli SCOUTS. Ho avuto il privilegio, di indossare anche se per breve tempo, la gloriosa camicia grigia dell’allora ASCI, e che ancora conservo gelosamente come del resto tutti i cimeli di quel bellissimo periodo della mia vita. Sono stati anni che hanno formato il mio carattere, insegnandomi grandi valori, che oggi cerco di trasmettere a mia figlia. L’Amicizia, quella vera, con la A maiuscola, innanzi tutto, e la prova di quanto sia stata fondamentale, nella nostra crescita, quasi come un baluardo da difendere a denti stretti, è stata quell’onda azzurra che in questi due giorni appena trascorsi ha travolto tutti.

Eravamo tanti a festeggiare questo traguardo, e ci siamo ritrovati dopo 10 anni da quel 40° anniversario del giugno 2005, ancora più affiatati ed emozionati. Sarà che gli anni passano, e certe emozioni si vivono con più intensità nel rivangare il passato, ma chi ha indossato quella divisa, sa bene di averla cucita addosso tutt’oggi. Semel Scout, semper scout !

Si… gli Scout,  LA MIA UNICA ED INIMITABILE esperienza associativa, che giá all’etá di 14 anni mi vedeva coinvolto totalmente, ed indossavo quella divisa orgoglioso come un Carabiniere indossa la propria. Non vedevo l’ora che avvenisse qualcosa, qualunque occasione da farmela indossare, sfogliando continuamente quel giornalino periodico alla ricerca di un evento da qualche parte, e ricordo ancora che quando i miei compagni di avventura si organizzarono per partire, ad aiutare la popolazione dell’Irpinia in occasione del tremendo terremoto , io non potetti andare rimanendo deluso ed amareggiato per la mancata opportunità, o quando piansi per non aver potuto partecipare alla Route Nazionale ai PIANI DI PEZZA nel 1986, dopo essermi tanto impegnato a preparare i miei ragazzi a quell’evento che si è ripetuto solo lo scorso anno dopo ben 28 anni. Un altro treno passatomi davanti e che io non sono riuscito a prendere al volo, e mai pensando che non sarebbe passato più in futuro, ma nonostante tutto, io li reputo ancor oggi, piú convinto che mai, I MIGLIORI ANNI DELLA MIA VITA.

Ebbene si, ho dovuto cedere alle lacrime di commozione, nel vedere tanti vecchi Amici, che sono stati i miei capi, davanti a cui mi sono impegnato ad osservare quei principi della legge scout. Mi sono commosso ad ascoltare il nostro Don Giuseppe, che dopo Don Simone Molinero, è stato il punto di riferimento di tutti noi, e nel mio caso specifico, è diventato un AMICO, una persona importante con cui mi confronto spesso, e lui con me. Anche questo lo devo all’Associazione, che mi ha insegnato a relazionarmi con la gente e a distinguere il bene dal male con semplicità ed umiltà.

Avere gli stessi ideali, ed essere cresciuti con una unica promessa, ci ha fatto vivere due giorni come un GRANDE GIOCO, e quella promessa fatta come un solenne giuramento tanti anni fa, l’abbiamo rinnovata tutti insieme all’unisono ad impegno finchè il buon Dio ce lo permetterà. C’erano veramente tutti coloro nelle cui vene scorre il sangue dello scoutismo vissuto ed in cui si crede ancora, vi erano coloro i quali godono della mia totale ammirazione per essere ancora  alla guida dell’associazione, e che con coraggio affrontano mille difficoltà sorridendo e cantando, e ponendo il loro onore nel meritare fiducia, con lealtà ed aiutando gli altri. E poi vi erano i piccoli che guardavano noi chiedendosi magari chi fossimo, ma immaginando comunque che essendo li, qualcosa di buono l’avevamo fatta.

Ma c’erano anche loro, i nostri 22 Angeli che da lassù hanno partecipato, attraverso chi in questa terra li rappresenta degnamente e con affetto indescrivibile ha voluto presenziare. Tutte le feste belle vorremmo durassero a lungo, ma i conti purtroppo li fa il tempo che passa inesorabile, lasciandoci i meravigliosi ricordi che ci aiutano a vivere il presente, quindi anche a riflettori spenti, noi “Scout datati” continueremo a guardare con entusiasmo e gioia infinita chi sta proseguendo il cammino iniziato 50 anni or sono, con la speranza che fra qualche anno ci si possa ritrovare ancora insieme a festeggiare un altro glorioso traguardo all’insegna della fratellanza dell’amicizia e della condivisione.

BUONA STRADA RAGAZZI !!!!! ed auguri a noi tutti ,perchè sia sempre una fantastica festa di famiglia
IMG_1263

di Pino Curtale

IL VUOTO CHE SENTI…..

IMG_0411Il vuoto delle giornate, arriva così,…all’improvviso. Ti riempi di sensazioni, pensieri e riflessioni compiendo azioni del tutto naturali, e che non hanno nulla di speciale, se non quello di regalare gioia a tanti oltre che a te stesso. I riflettori sul 7° campo estivo dell’UNITALSI, si sono spenti ieri sera, con una serata indimenticabile, che sembrava non volesse volgere al termine, per quanta allegria e felicità vi era nell’aria di quel piazzale antistante l’oratorio. Un susseguirsi di gag e di risate, nel mentre si consumava un buffet comunitario, con attorno gli occhi lucidi nel pensare all’indomani quando tutto sarebbe terminato.

Il vuoto questi amici speciali, lo lasciano a noi, andando via, non trovando più in quel posto i loro sorrisi, e la loro felicità di 5 giorni intensi. La gioia più grande da cui sono stato invaso, è quella di aver visto tanti ragazzi delle nostre associazioni, “piantare le tende” lì , abbandonando letteralmente casa non andando neppure  solo per dormire. Erano così affiatati in quel loro “servizio” che mai, dico mai, si è sentita dalle loro bocche la parola STANCHEZZA.IMG_0665

Madre Teresa di Calcutta diceva: “Fate che chiunque venga a voi se ne vada sentendosi meglio e più felice” e loro hanno applicato alla regola questo insegnamento, si inventavano di tutto pur di strappare un sorriso. Per molti è stata la prima esperienza di “animatore” in quelle circostanze, ed hanno saputo conquistare in breve tempo la simpatia e la fiducia degli amici in carrozzina. Vi era un’intesa perfetta, ma neanche il tempo di affezionarsi, che era già tutto finito. Vi sono cose che ti fanno capire certe “priorità”, ma soprattutto mettono alla prova la propria emotività ed il lato meno conosciuto del carattere. Io ero appunto uno di quelli che “preferivano” altro, ma incosapevolmente l’amore per la fotografia, mi ha fatto conoscere un mondo diverso da quello che i mie occhi abitualente vedevano. Attraverso il mirino notavo alcuni particolari che mi spingevano a fermare quegli attimi e che mi permettevano di riflettere dopo, a distanza di tempo. E cosi pian piano, in punta di piedi sono entrato affiancando le attività dell’UNITALSI , con discrezione ho trovato tanto amore nel dare e tanta volonta di mettersi a disposizione del prossimo, capendo senza eccessivi sforzi quanto sia importante questo arricchimento dell’anima. Ci ho messo forse troppo tempo per accorgermene , ma dopo essere stato con loro in più occasioni, quest’anno ho osservato un campo diverso, e forse proprio perchè vi era quella carenza di forze volontarie, ma amici in più a cui dare, che mi ha attanagliato al loro divertimento.

Io a dire il vero ho fatto ben poco rispetto agli altri, presenti 24h su 24h, ma ho voluto a modo mio trasmettere agli altri quello che è il bello della solidarietà e dell’amicizia. L’ho fatto come meglio so fare, attraverso le immagini che puntualmente mettevo on line, e per far questo, non esitavo a chiudere bottega e correre da loro che ormai sapevano sarei arrivato prima o poi.

Alla loro partenza, non ho fatto in tempo a presenziare, ma forse è stato meglio così. Non avrei resistito alla commozione nel vedere la loro e nostra tristezza, mentre il pulmino navetta si allontanava. Preferisco quell’arrivederci dell’ultima sera e sapere che sono andati a dormire gioendo per tutto quello che hanno ricevuto. Però so già che quei sorrisi speciali, quegli occhi che cercano altri e quella simpatia immensa già mancano a tutti noi.

Alla prossima !!!! …Io sicuramente ci sarò

IMG_0593

di Pino Curtale