Tutto è perso se si perde il coraggio e la speranza.

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Uso solitamente il blog, per le cose che mi stanno a cuore, per scrivere un mio pensiero che altrimenti non riuscirei a spiegare a parole. Questa è una vicenda che prendo a cuore, perchè dico spesso che il tempo non perdona, non sempre è galantuomo come si dice, ma aggrapparsi alla speranza è sempre cosa buona è giusta.

Natalina Papandrea, non la conoscevo personalmente, ma in una comunità di circa 6500 anime come quella in cui vivo, in fondo ci conosciamo un pò tutti. E’ svanita nel nulla, quasi volatilizzata, in una uggiosa mattinata d’autunno. Era Venerdì 17 Novembre, che voglio attribuire alla casualità del calendario e non alla superstizione, ma tuttavia era una giornata come tante. E come tutte le mattine, lei usciva per la solita passeggiata di prima mattina, solitamente sul lungomare, e ritornava poi a casa in tempo utile per accompagnare la sua bambina a scuola. Quel fatidico venerdì 17, però qualcosa è andato storto, non ha fatto ritorno, e di lei si sono perse le tracce. Avviate le ricerche come da protocollo per le persone scomparse, e che vedono coinvolti in primis i Carabinieri, fino a queste ultime ore (9 Dicempbre 2017 – 12.42), non hanno dato alcun esito, pur non tralasciando alcuna pista, o ipotesi. Segnalazioni tante, ma con riscontri purtroppo negativi, arrivate anche alla nota trasmissione RAI “CHI L’HA VISTO” che si sta occupando tutt’ora della vicenda.

Io cerco per quel che può sembrare un piccolo aiuto, come promesso anche da tanti altri amici, su richiesta espressa della famiglia, di divulgare il quanto più possibile l’appello a segnalare qualsiasi particolare possa dare anche un piccolo spiraglio di luce. I numeri da contattare sono sotto le foto, uniche purtroppo, in quanto Natalina, non ha mai amato farsi fotografare, e non sta sui social. Al momento della scomparsa, stava attraversando un periodo di fragilità, per cui potrebbe avere bisogno di aiuto.

La speranza di avere presto sue notizie, non deve sparire MAI, come non devono rallentare le ricerche. Ma la collaborazione di tutti può essere una marcia in più, specialmente per i suoi familiari, affinchè possano confidare sempre, ogni giorno che passa, in un lieto fine.

GRAZIE

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di Pino Curtale

Abbracciare la gioia, tra uno scatto ed una carrozzina.

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Era l’ottobre del 2015, quando tornato da Lourdes, descrissi le mie sensazioni, su quel viaggio.

Meglio chiamarle emozioni, perché in quel luogo, ma se vogliamo sin da quando sali sul treno, è un continuo battito di cuore.

Scrissi che andai quasi incredulo per quel che mi raccontavano gli altri, ma anche quasi per una scommessa fatta a me stesso sullo sconfiggere alcune mie paure. Non sto qui a ripetere quello che provai due anni or sono, ma una cosa detta e ribadita sul mio blog, fu quella di tornare li ai piedi della Bella Signora e così è stato. In quel tempo andai come pellegrino alla ricerca di un qualcosa di non ben definito, e documentai fotograficamente quel luogo che spandeva luce da ogni angolo, una luce che era come una calamita per chi andava anche per semplice turismo religioso.

Li trovai due mondi paralleli, ma che convergevano ad una unica bellezza. Il popolo dei pellegrini, tra i quali viaggiavano anche quelle persone con gravi problemi di salute e che tutti noi siamo abituati a chiamare “ammalati”, e l’esercito dei volontari, che marciavano spediti per sconfiggere l’indifferenza dei tanti, e servire un unico condottiero…Il Prossimo.

Il loro unico motto, “Ama il prossimo tuo come te stesso”, le loro armi ? i sorrisi !.

_MG_2746Una gran parte di questi soldati della carità, è composta dai volontari dell’UNITALSI, famiglia che proprio dopo quel viaggio del 2015, ho deciso di abbracciare, per cui, quest’anno sono salito su quel treno colorato, ma che continuiamo a chiamarlo Bianco, indossando la divisa di chi ha la voglia di rendersi utile. L’emozione di vivere nuovamente questa esperienza, da volontario, ha annientato 35 ore di viaggio, ha trasformato la stanchezza in felicità. Felicità per veder partire con me “amici speciali” ai quali con i tanti contributi di altre associazioni, è stato fatto questo regalo.20170920_175247

Felicità per quei sette ragazzi, che hanno deciso di affrontare a muso duro la solidarietà. Felicità per quel sacerdote che li ha accompagnati, e che ha parlato direttamente al loro cuore, con la stessa mia emozione. Felicità per tutte quelle persone che al rivedermi mi hanno abbracciato e di cui vergognosamente non mi ricordavo. Felicità per avere accanto mia figlia che mi ha regalato la bellissima sensazione di piangere nel vederla accarezzare un qualsiasi viso ed un qualunque sorriso. Felicità nello spingere una carrozzina anche in salita, e quando hai finito trovare occhi che ti fissano per dirti grazie. Felicità nell’aver pazienza certosina, a sopportare anche le superflue piccole lamentele di qualche pellegrino “più esigente” e poi incrociare chi ti ricorda che sorridere è voce del verbo “nonostante tutto”._MG_2771

Avrei mille cose quindi da raccontare, ma in fondo lo faccio sempre a modo mio, fotografando la bellezza, anche e soprattutto quella che spesso e volentieri sfugge agli occhi degli altri.

Per me, non vi è cosa più bella che raccontare con le immagini la vita, la quotidianità, le persone. Cerco di farlo in maniera semplice, come se stessi usando la voce, e questo, ha forse aperto tante porte di altrettanti cuori. Il sentirsi dire da persone che non hai mai visto, “Ho sentito parlare di te, e finalmente ti conosco” oppure “ Sei uno di quelli che da voce ai deboli, perché attraverso i tuoi scatti fai vedere quanta bellezza c’è a questo mondo ancora…un onore aver fatto questo viaggio con te”, mi ha non solo commosso, ma soprattutto imbarazzato se non smarrito.

Io penso di non fare nulla di speciale, se non con gesti, immagini e parole che vengono spontaneamente dal cuore. L’importante è incontrare persone che perorano le stesse cause.

Il lavoro documentario di quest’anno che sto preparando, infatti vedrà proprio i semplici gesti dei volontari, la spontaneità di chi regala qualche ora di conforto ed allegria facendo accantonare per un po’ la sofferenza e le difficoltà del quotidiano. Sto appunto mettendo ordine tra le circa 500 foto scattate, e come al solito mi è difficile scartare, ma spero comunque di riuscire a trasmettere le stesse emozioni che ho vissuto io in quel Paradiso.

Soprattutto spero tanto di far arrivare la sensibilizzazione, ai cuori un po’ duri, per far vedere che le belle persone esistono, e fanno di tutto per lasciare questo mondo migliore di come lo hanno trovato._MG_2751

Sarà sicuramente anche un fattore genetico, di DNA individuale, ma io penso che comunque bisogna almeno provare a far qualcosa. Io ci sto provando, e con me altri, ognuno come sa, o come può. L’UNITALSI è un mezzo, LOURDES è una destinazione .

Quella dove convergono davanti una grotta e non solo, Amicizia, Fede, Preghiera, Gioia e Bellezza, e oggi più che mai, Dio solo sa quanto ne abbiamo bisogno.

Per il momento solo un po’ tristi per le tante mani che salutano dai finestrini del treno, ma con altrettante braccia pronte ad accoglierci IL PROSSIMO ANNO.

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di Pino Curtale

Il bene si fa in silenzio

24 Luglio 2017, apertura campo estivo U.N.I.T.A.L.S.I.

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Un giorno in più dello scorso anno, perchè regalare la gioia non è mai superfluo, e seppur contagiosa, non è mai abbastanza. “Amici speciali” ne abbiamo ??? anche di più dell’anno scorso!!  Ed allora pronti…partenza…VIA !.

 

Questo, una settimana fa, sembrava una enorme difficoltà logistica, ma la fiducia in ognuno non è mai mancata, e soprattutto i SORRISI non sono mai scomparsi dai nostri volti. Se sorridiamo noi, faremo felici loro ci dicevamo, quindi superato il primo giorno di “Assestamento” è stato un susseguirsi di meravigliosi attimi da raccontare, anche se qualunque racconto non potrà mai essere equiparato a quello che si respirava in quel cortile.

 

Ma i momenti di felicità e di emozione, si vivono intensamente nel momento in cui accadono, poi a distanza di tempo, quando tutto è passato, cedono il posto alle lacrime di commozione, nel riportarli alla mente. Ogni anno pensi di avere l’esperienza e l’età giusta per assorbire la tristezza dell’ultimo giorno, e di quelli a seguire, ma non è così. Non ci abitueremo mai a quel distacco dopo 7 giorni di allegria. Io quest’anno ho vissuto un qualcosa che forse non riuscirò a descrivere, se non con quei semplici scatti con cui mi illudo di poter fermare il tempo. E’ stata dura per me dovermi dividere tra il lavoro ed il campo, e con un grande senso di colpa per non aver potuto fare quanto invece avrei dovuto, ma se penso a tutti coloro che dalla carrozzina, appena arrivavo mi chiamavano, mi cercavano per solo dirmi …”Ciao” e per poi raccontarmi (a modo loro) la giornata, mi rende felice ed appagato. Soprattutto questo mi conferma quanto sia importante anche soltanto un semplice “ascoltare” sorridendo e guardandosi negli occhi. “Non importa quanto si da, ma quanto amore si mette nel dare”, lo diceva una piccola grande donna che si chiamava MADRE TERESA DI CALCUTTA, ed ognuno seguendo questo insegnamento, ha fatto sempre la sua piccola parte. IMG_1057La cosa che mi ha riempito di più il cuore di emozione e di commozione però, è stata la schiera di ragazzi che hanno animato questo IX campo estivo. Come al solito, è stato un continuo coinvolgersi a vicenda, un’onda di allegria che travolgeva tutti noi adulti, ma soprattutto che avvolgeva di Amore ed Affetto ogni ospite. Dai miei quasi 55 anni suonati, mi rendo conto che ho ancora tanto da imparare dai ragazzi, soprattutto ho constatato quanti di loro hanno l’enorme potenzialità di rendere migliore questa nostra società alla deriva. Hanno lavorato all’inverosimile, hanno dato tutto quello che potevano dare, ma era come se non fosse abbastanza. Mai un accenno di stanchezza, mai una smorfia di sfinimento, e soprattutto con il sorriso stampato in faccia come una fotografia. Già dallo scorso anno, avevano dimostrato di essere dei grandi operatori del bene, e per tutto l’anno, durante le varie nostre attività sono stati parte attiva. Ma la cosa MERAVIGLIOSA è che sette di loro, proseguiranno il loro cammino di servizio a Lourdes dal 20 al 26 Settembre. _MG_1616E’ vero che i giovani di oggi sono “un pò distratti” ma se sai parlare la loro stessa lingua, con estrema semplicità, loro faranno grandi cose. Questa è stata per noi l’ennesima prova, l’ennesima verità, grazie anche alla figura di un Amico, che di mestiere fa il Sacerdote, e che è sempre stato presente nella loro lunghezza d’onda. Ho visto anche quante persone, provenienti da altre associazioni, semplici cittadini, e soprattutto attività commerciali si sono prodigati ad offrire il loro contributo (servendo ed offrendo). Non per ultimi i componenti di una grande associazione come l’ASD Calabria Fitwalking, che come ogni anno ci sostiene con parte di ricavati dalle iscrizioni dei vari eventi, permettendo così, ad alcuni dei nostri Amici diversamente abili di andare a Lourdes, e questo dimostra ancora una volta quanto è GRANDE QUESTA NOSTRA COMUNITA’. E’ anche vero che avrei voluto vedere qualche volto “noto” in più passare da quel cortile e rendersi conto di quante belle persone operano “in silenzio” senza reclamare pubblicità, ma che come il sottoscritto fanno i salti mortali per “sensibilizzare” i più restii ed i più pigri. Non importa, non abbiamo certo bisogno di “elogi da parata”, ma come ha detto il Vescovo durante la sua omelia alla bellissima e suggestiva celebrazione della Messa in spiaggia, “Meno applausi e più magliette rosse”. Io non posso far altro che continuare a dimostrare il “bello” di questo esercito della buona volonta, attraverso le mie foto. E quest’anno il mio progetto sarà appunto ritornare a Lourdes per documentare e scrivere nuovamente di questa stupenda realtà. Quest’anno però, nonostante l’accredito stampa, lo farò da volontario, per essere ancora di più accanto ai ragazzi che partiranno con noi, ma soprattutto per scogliere con discrezione quello che un volontario fa senza far “rumore”, a partire da quel TRENO BIANCO che tanti ormai amano.

Intanto per ora non mi resta che il magone per il vuoto di quel cortile e del silenzio che regnerà, per le lacrime asciugate stamattina, e per gli abbracci di “arrivederci”. Di tutto questo, non vedrete foto, sono momenti che devono rimanere “nostri” ma che farebbero bene provare in TANTI.

Al prossimo anno !!

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di Pino Curtale

semel Sbirro, semper Sbirro

17425877_1242214802481771_333163190505302555_nSolitamente io lego le fotografie a dei pensieri, o mi piace collegarle a pensieri di altri, e quindi uso spesso le didascalie perché possano spingere ad esprimere un parere, il mio o di qualunque altro. Anche il caso ultimo della foto degli Scout con lo striscione “ Gli scout della Locride contro ogni violenza” , l’ho voluto legare ad una didascalia, prendendo spunto dal cartello di risposta che Locri ha voluto esporre sfidando i balordi che hanno imbrattato i muri della città. Ho voluto parafrasare “Semel Scout semper Scout” ,con “Semel Sbirro, semper Sbirro”, perché quella foto è datata 1989, e della serie… IO C’ERO, si manifestava ad Archi (RC) per la pace, contro ogni tipo di violenza, anche o soprattutto quella di Mafia. Ebbene, quello striscione, fu riciclato a Palermo dagli stessi Scout, nel 1992, appena tre anni dopo, quando per difendere la legalità, diedero la vita i giudici FALCONE E BORSELLINO. Oggi, 21 marzo 2017, si manifesta a Locri contro la stessa Mafia, dopo ben 28 anni, e a tutti verrebbe da dire …Cosa è cambiato se ancora stiamo qui, con gli striscioni in mano ???.

111857357-cf783a8c-f813-44e5-aa12-d975e18cb1feMi verrebbe da rispondere  NIENTE, ma voglio invece rispondere che il cambiamento è un processo lento, anzi lentissimo e da qualche parte bisogna pur iniziare. Dai nostri figli per esempio, facendo capire loro i concetti dell’essenzialità e non della ricchezza e cercando di far capire che il lavoro oggi bisogna inventarselo, anziché aspettare che arrivi dal cielo, e che i soldi si devono guadagnare col sudore della fronte. Spingendo al desiderio della conoscenza reale, e non basarsi sulle prime righe lette su un social, o che la cultura, è una delle basi della legalità, e dove questa vegeta, la mafia trova invece terreno arido. Ogni genitore dovrebbe farlo, e ogni tipo di scuola dovrebbe insistere su questo. E’ vero, io c’ero dietro quello striscione del 1989, ed oggi sto ancora qui da padre, a cercare di inculcare ai ragazzi quei concetti. Non mi sono mai piaciute le sfilate dei politici, perché anche se è triste dirlo, il marcio purtroppo proviene dai palazzi (come dire da che pulpito…), ma non significa che non vi siano persone impegnate nella lotta contro il sistema. _MG_8809Il cambiamento deve avvenire dal basso, specialmente dalla mentalità dei calabresi rassegnati, deve avvenire con il rimboccandosi le maniche, senza curarsi di chi si crede grande, essendo piccolo. Smettiamola di piangerci addosso credendo che gli altri ci additino come inerti in cerca di assistenzialismo, o che qui il nostro sole sia sempre oscurato da fatti delittuosi, facendo spesso troppa confusione tra la mafia e la criminalità comune a molti altri luoghi d’Italia. Falcone e Borsellino sono morti a causa di un grande connubio tra Mafia e politica, non certo per mano di quattro balordi e codardi writers . Quando mi chiedono perché scatto e posto solo foto che ritraggono il bello di questa terra, rispondo sempre che se così non facessi, significherebbe dire a mia figlia ed ai suoi coetanei “SCAPPA, SCAPPATE…ORA !!” E non pensiate che io non sia stato tentato di farlo, anzi…non potete immaginare lontanamente come mi sia crollato il mondo addosso, quando indossando ancora quella divisa azzurra, mi arrivò la notizia “…hanno sparato al padre di Stefania !!..scout come me, come noi, o come mi sia sentito quando arrivato una mattina a Siderno, mi trovai avvolto dal silenzio surreale calato dopo gli spari che estirparono la vita al mio amico Gianluca. Ma non è cosi che avverrà il nostro riscatto, non certo mostrando a chi non abita più qui, o a chi ci guarda con diffidenza, la negatività. e la rassegnazione. Lo sconforto c’è e non lo nasconde nessuno di noi, ma cerchiamo di non fare di tutta l’erba un fascio per piacere, perché  la Calabria esiste, con la bellezza dei luoghi e di tanti suoi abitanti, per una Locride sana vi è ancora tanta speranza, quella speranza e quella fiducia che vedremo oggi come allora, in uno sforzo comune a scalare quella “montagna di merda” definita da Peppino Impastato. Lo dobbiamo a Gianluca, a Vincenzo, e tutti quelli che per il concetto di essere felici nella propria terra, con le proprie famiglie, vivendo solo da ONESTI LAVORATORI, hanno dato la vita, e se per farlo dobbiamo essere “SBIRRI”…allora ORGOGLIOSAMENTE lo saremo in tanti, spero TUTTI17361768_10211685002976711_8064049458827718748_n

di Pino Curtale

La promessa…che ti rimane dentro

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E’ proprio vero, una volta scout, lo sei per sempre. Lo sei nel cuore, lo sei nella mente, lo sei nell’entusiasmo di partecipare a qualche attività, lo sei nella gioia di incontrare tanti amici.

Così è stato ! complice ancora una volta la fotografia alla quale sono legato da sempre, è stata l’occasione per rivedermi ancora una volta con quella camicia azzurra cucita addosso.

E si, perchè quando vedi i ragazzi che si entusiasmano al grido delle unità, quando vedi la morbosa gelosia per i guidoni che tengono in mano, quando rivedi persone con cui hai condiviso gli anni più belli del tuo cammino con lo zaino che non si staccava quasi mai dalle spalle, non può essere diversamente. Anzi, è come se tu non fossi mai uscito da quella grande famiglia. Bastano due battute per scatenare sorrisi, ricordi che ti ribaltano anni indietro. E poi ti trovi a provare una emozione forte, quando vedi una ragazza che non si aspettava certo di essere insignita all’improvviso, del simbolo di quella promessa che porterà dentro per tutta la vita. Le sue lacrime sono state anche le mie, per quel momento, forse il più bello di uno/a scout. _dsf7644Quando mi hanno invitato a far parte della giuria per il concorso fotografico legato alla “Giornata del pensiero”, non ho esitato neanche un minuto ad accettare, in quanto sapevo già di trovare tutto quello di cui avrei goduto. Ho avuto il piacere e l’onore di visionare ben 49 scatti sul tema della bellezza del Creato, ed è stato veramente difficile per tutti noi ,dover scegliere tra le varie interpretazioni che scaturivano da quei fotogrammi. Ognuno di essi esprimeva gli aspetti più belli del nostro territorio, e lo spirito di partecipazione è stato tale da riproporre un altro tema per il prossimo anno.

Sono sempre dell’avviso, che la fotografia è un insieme di tante cose, ma in essa, soprattutto vi è tutto quello che ognuno dovrebbe conoscere: vi è il territorio, vi sono le sue realtà (belle e meno belle) vi sono le persone che lo vivono e lo fanno vivere e quando osservi una foto, devi andare oltre quella immagine, devi riuscire a percepirne il messaggio, anche il più banale.

Una giornata intensa, bella come meritava di essere  il “THE WORLD THINKING DAY” o semplicemente “La giornata del pensiero” nata per riflettere su tante cose, come il senso vero di questa Associazione meravigliosa, o come quest’anno pensando alla nostra terra spesso deturpata o devastata da eventi naturali. Il mio pensiero, invece, è per lo più un invito già scritto tempo fa e che vi rivolgo nuovamente:

Amatela con coraggio e difendetela questa terra ragazzi, e ricordatevi di far di tutto per lasciare questo mondo migliore di come lo avete trovato, ne beneficerà chi verrà dopo di voi. Sappiate che non sarete soli, ma vi saranno sempre persone che con buoni intenti e princìpi, vi aiuteranno. Come disse tempo fa un mio carissimo amico,…
“Guardate che la Calabria c’è ! Quando si vogliono fare le cose, la Calabria terra nostra, c’è. Ci sono i posti, le persone, gli intenti, i musicisti, i fotografi, ci sono un sacco di cose . Basta volerlo !”
Ecco, voi intanto ..ESTOTE PARATI!  per cui ,amate sempre l’azzurro del cielo, del mare, ma soprattutto della vostra divisa, da portare sempre con orgoglio e GIOIA.

ALLA PROSSIMA !!!

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di Pino Curtale

La gioia è fatta per essere condivisa.

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Come ogni compleanno che si rispetti, vi è un momento in cui si scartano i regali. Tra i tanti vi è sempre uno che si distingue con la grande ammirazione e felicità del festeggiato. Il compleanno dell’Oratorio parrocchiale, è stato veramente speciale, tanti invitati, tanta partecipazione, ma il regalo più bello, e più grande è stato lo stare insieme di tutte le realtà giovanili di questo nostro paesello di provincia. Li ho visti lavorare allegramente al rendere la festa degna di tale nome, all’insegna della semplicità, ma con la gioia nel cuore. Tutto a favore dei più piccini, che aspettano sempre questo momento per stare accanto a Don Bosco ed accompagnarlo in processione. La gioia è assai contagiosa, e chi passava dal nostro cortiletto, era quasi incredulo nel vedere tanta cooperazione. Certo, ci vuole impegno e passione da parte di noi animatori, che accanto ai ragazzi, cerchiamo di superare ogni ostacolo senza che essi se ne accorgano, ma cosa non si farebbe per i propri figli ? Quando sei in una associazione, ne sei parte responsabile per una promessa fatta, sono tutti figli tuoi, quindi spingi a tavoletta l’entusiasmo consapevole del fatto che loro, specie i più piccoli, guardano te. Ho visto quindi le varie associazioni, i loro responsabili, lavorare insieme per un fine comune, e credetemi è stato veramente bello, al punto di non capire più cosa si stesse festeggiando, non era una ricorrenza, ma magari una festa di tutti e che dovrebbe durare tutto l’anno.16388138_1197692943600624_5607916091545585752_n  Padre Giancarlo Bregantini, lo conosciamo tutti, come conosciamo benissimo quel che ha fatto per la nostra Locride, il suo attaccamento a questa terra sfortunata e per alcuni aspetti martoriata, è tale che alla prima occasione utile di un invito, non esita a tornare. La sua presenza carismatica, è stata importante ieri, le sue parole sono state toccanti per ognuno di noi, e se pensiamo anche al suo impegno personale affinchè questo Oratorio nascesse, direi che non bisognerebbe aggiungere altro. Ma io ho avuto modo di parlare a lungo con lui, e alle sue domande sul nostro laico operato a favore dei ragazzi, si accompagnava la sua meravigliosa gioia quasi incredula al vedere quel che si è fatto in 10 anni. Imbarazzante il raffronto con altre realtà dure anche della sua attuale sede episcopale, e quindi ancor di più gioioso per il vedere così tanti ragazzi e le rispettive famiglie insieme. Anche questo è stato per noi motivo di orgoglio, permettetemi il termine presuntuoso, in quanto vuol dire che forse, qualcosa di buono siam riusciti a farlo, e non nascondendo anche le difficolta. Specialmente in questo ultimo periodo, in cui manca a noi, e specialmente ai ragazzi, la loro guida principale, Don Giuseppe Raco. Lui, il grande ma umile guerriero, che ha voluto in prima persona, e ferma volontà un luogo sano dove i giovani possono vivere il tempo libero con gioia ed amicizia. Il nostro Don, tra tutte le sue battaglie, sta combattendo la più importante, e siamo sicuri che ne uscirà vincitore come sempre, ma ieri la sua assenza si respirava a pelle. Ecco perchè Padre Giancarlo, al quale abbiamo strappato anche una promessa, è stato importante per noi . 10464221_686788678024389_4985827491028846977_n

Bene, dire grazie a tutti, è anche riduttivo, ma l’unico GRAZIE che penso di poter dire con tutta sincerità, è proprio a Don Giuseppe. Per aver dato a me, come a Vincenzo e agli altri ragazzi la piena fiducia ad affiancarlo ed aiutarlo a condividere  quel sogno dentro un cortile, tanto desiderato anche da Don Bosco.

Amico mio, sappi che abbiamo festeggiato un bel compleanno, e virtualmente anche il tuo, ma ricordati di ritornare presto, che c’è tanto altro da fare, e perchè….E’ QUI LA FESTA che deve continuare.

di Pino Curtale

“Il privilegio dei grandi è vedere le disgrazie da una terrazza”(K.GIBRAN)

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Fonte Web

Sgomento, tristezza, rabbia e lacrime. Questo suscita in parecchi di noi guardare lo scorrere delle immagini che arrivano dal centro Italia. Immagini fredde come quella neve che copre le macerie, ed abbatte le tendopoli. Crude e dure come le parole del sindaco di Amatrice : “ Cosa abbiamo fatto di male noi per meritarci tutto ciò ?” Anche madre natura ha deciso di picchiar duro, e l’emergenza si è sovrapposta al dramma, la paura ha scaturito i dubbi della fede, e del credo di ogni singolo cristiano che ha perso tutto quel che aveva, fino ad arrivare alla domanda rivolta a chi sopra quel cielo plumbeo, disegna i destini…PERCHE ??

Non c’è nessuna risposta, se non il boato di un incubo senza fine.

Solidarietà certo, gli italiani non sono persone che si tirano indietro, pronti a dare tutto con il cuore, ma vorrebbero vedere concretizzarsi tutti i buoni propositi verso quella povera gente. Dai palazzoni, comodi in una bella poltrona, al calduccio è molto facile usare termini come “non vi lasceremo soli” / “vi siamo vicini”, ma una semplice passerella sotto il sole d’agosto che aiuta a promettere ottimismo, ha solo il sapore di beffa o di compassione d’ufficio. Agosto è ormai lontano , e mentre si consuma tutt’oggi una tragedia, della quale tutti i media ne fanno lauto pasto, li nella sala di comando d’Europa, si discute sui punti di PIL o di percentuali decimali, tra sorrisetti nei corridoi in attesa delle interminabili sedute durante le quali si discute di … ma di cosa ??? Il tutto tra coffee-break o working-lunch, e si, tanto ormai le terminologie inglesi o “americanizzate” dai politici hanno preso il sopravvento. Ma noi siamo ITALIANI, abituati a capire le parole semplici a portata di ogni cultura o ceto sociale, e quello che stiamo capendo è solo la disperazione di quella povera gente, che oggi non può neppure fuggire perché sepolta viva dalle macerie prima e da metri di neve poi. Nessuna immagine sembra giungere sui monitor di Bruxelles, nessun grido d’aiuto giunge alle orecchie di Montecitorio, sembrano tutti sotto una campana di isolamento. Ma gli isolati sono gli abitanti di quelle terre che sembrano bombardate, e nessuno di lor signori è andato a “sfilare” con la propria truppa di guardaspalle ORA, TRA LE MURAGLIE create dagli spazzaneve, che una volta aperta la strada principale, chiudono automaticamente la viabilità agli incroci che portano alle frazioni, e di cui non si sa più nulla…magari meglio una passeggiatina di rappresentanza all’estero, in attesa che il bianco lasci il posto nuovamente al colore delle macerie mostrando tutta la morte e la distruzione che oggi nasconde.

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Fonte web

I sindaci gridano : Mandateci le turbine !! (quelle che la neve la sparano a distanza e non la accumulano ai lati) Non ci sono, o meglio quelle in dotazione alle province sono GUASTE. Ma cavolo è inverno, lo sai che nevica, e lo sai che il clima è impazzito, come sai pure che la tua provincia, la tua regione E’ TERREMOTATA, e allora ????? Puoi non incazzarti ? a vedere anche i poveri militari a spalare la neve con le pale da muratori, che davanti a montagne bianche somigliano a quelle con cui si gioca sulla spiaggia d’estate ???? Puoi non incazzarti a sentire quel “vi siamo vicini” ?, puoi non incazzarti a sapere che  aiuti materiali (coperte e quant’altro) giacciono da agosto in magazzini e non distribuiti, o peggio puoi non incazzarti quando leggi che i soldi della generosità dei tanti cuori colmi d’umanità, tra gare di solidarietà e raccolte “telefoniche” non arrivano mai a destinazione o non vengono spesi per lo scopo della donazione, ostaggi magari della speculazione bancaria o della burocrazia ??

Miliardi per salvare banche fatte fallire, e fragili tende a quei poveretti, ma ti consolano dichiarazioni come “tasse sospese per i terremotati”. SOSPESE ???? ma dovete annullarle come minimo, o pensate che tra anni, indebitati come sono per cercare di ricominciare a sopravvivere riusciranno a pagarle ? Stanno già chiedendo aiuto, qualora non ve ne foste accorti !!…  Li ammazzerete due volte, come in tanti altri precedenti casi.

Lo so, ho scritto cose di cui tutti sono a conoscenza, ma solitamente le penso e le grido solo dentro di me, sentendomi impotente di fronte a cotanta indifferenza politica. Certo è uno sfogo che faccio dal mio angolo del web, e che un tempo avevo pensato di dedicare a sensazioni scaturite dalla mia fotografia, ma che poi è diventato quasi un diario di emozioni belle e meno belle. Anche perché, ad essere sincero, della fotografia che amo, questa dell’ultimo anno, e degli ultimi giorni, ne farei a meno, ma se avessi scattato personalmente quegli attimi di disperazione, quei volti di terrore, poi avrei fotografato il cielo ed al posto della solita mia firma avrei scritto anche io PERCHE’ ?? Ma vi prego amici miei, non lamentatevi del “freddino” raro per noi calabresi, fatelo in virtù della pietà implorata da chi non sa dove e come vivrà prossimamente, e magari pensatelo anche quando tra qualche mese starete in ammollo al mare o a crogiolarvi al sole.

di Pino Curtale

La grande bellezza

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Ancora una volta la gente comune ha abbracciato la solidarietà, ha sostenuto il volontariato.

La presenza numerosa all’auditorium di Roccella Ionica sabato, ha dimostrato quanta sensibilità vi è verso le giuste cause, e saper distinguere le cose fatte col cuore. Ma vi sono tante forme di volontariato, che poi confluiscono in due sole direzioni, una verso la cultura, e l’altra verso il sociale , quindi verso le categorie più deboli._mg_7606

In questo caso abbiamo assistito ad un abbraccio di entrambe, una storica radio roccellese che quest’anno festeggia il suo 40esimo compleanno, il che la dice lunga in concretezza di fatti, e l’altra che si occupa da tempo immemorabile all’assistenza di persone diversamente abili ma soprattutto al loro trasporto per i pellegrinaggi ai Santuari internazionali come Lourdes e Fatima.

E fu così che Radio Roccella, emotivamente colpita dalle attività dell’U.N.I.T.A.L.S.I. (ultimo cronologicamente il campo estivo) ha voluto organizzare una serata per sostenere un raccolta fondi a loro favore, anche perché a molti sfugge che nell’ambito del volontariato le attività “costano” e per ovvi motivi, ancor di più quando vi sono di mezzo ragazzi con disabilità,  si è  quindi sempre costretti a cercare di fare il massimo con poco. Si attinge dalle offerte SPONTANEE della gente sensibile ad alcuni problemi, anche perché non vedrete mai, ad esempio, un volontario dell’U.N.I.T.A.L.S.I. elemosinare offerte per far questa o quella cosa, la si fa a prescindere e basta.

Anche in questo caso è stato così, offerte arrivate dal cuore di tanti, hanno consentito a Radio Roccella di mettere in scena un meraviglioso musical dedicato a Madre Teresa di Calcutta che di carità ne sapeva qualcosa, e proclamata Santa il 4 Settembre scorso. Su quel palco i ragazzi dell’associazione “Ali d’aquila” anch’essa dedita all’integrazione di persone con disaggio, e che ha scelto il mezzo più bello per farlo: l’attività teatrale.

_mg_7715Ho già avuto modo in passato di scrivere su di loro, sulla loro bellezza interiore, e sulla loro bravura, ma lasciatemi dire che questa volta la sinergia delle tre associazioni, è stato veramente il massimo che si potesse avere. Meravigliosa serata dove l’armonia della danza e la melodia della musica hanno abbracciato i più deboli, rafforzato anche dall’omaggio coreografico della scuola di danza Dionysos di Ivana Sanci. Costumi meravigliosi e dolcezza disarmante che ha incollato alle poltrone chi è venuto ad assistere alla stupenda performance, ma soprattutto tanta commozione allo scorrere due clip video introduttive allo spettacolo, una che ripercorreva brevemente 40 anni di radiofonia, e l’altra che illustrava i momenti più belli delle molteplici attività Unitalsiane.

Perché ho deciso di scrivere queste poche righe sul blog, non ce ne sarebbe stata alcuna necessità, ma sono stato spinto dal fatto che tante persone mi incontrano ancora con la commozione negli occhi, o scrivono messaggi dove leggi tanta sincerità, e questo significa che l’attenzione verso alcuni soggetti, ed i loro problemi non è mai abbastanza, e come diceva appunto Madre Teresa, “Non sapremo mai quanto possa far bene un semplice sorriso”. Noi (tutti) di sorrisi ne abbiamo regalati tanti, e speriamo possiamo avere la possibilità di farlo ancora per tanto tempo, riflettendo sulle parole che uno di quei ragazzi sul palco…”non si deve trattare di pietismo …”_mg_7814

Io mi sento di dire che infatti si tratta di pura bellezza, non certo quella che viene da trucco e parrucco, ma quella che viene da dentro e che LORO cercano solo di farci vedere. Noi da quest’altra parte di mondo tutto nostro, che crediamo sia “normale”, dovremmo solo dimostrare coraggio…IL CORAGGIO DI ESSERE UMANI, e lo dico anche a chi Sabato ha preferito altri “divertimenti” ad uno spettacolo che parlava al cuore: Vi giungano ancora gli applausi calorosi dei presenti, oltre alla meditazione sull’aver perso l’occasione per assistere ad una bellezza “diversa”. Intanto a me basta vedere e documentare la gioia di chi si rimbocca le maniche e crede nell’associazionismo vero e sincero.

di Pino Curtale

We are the Roccella Jazz

IMG_7047E’ calato il sipario sul Roccella Jazz Festival, e sinceramente me ne duole. Pensavo di provare soltanto la solita tristezza per non vedere più su quel palco artisti di fama internazionale, che non è facile raggiungere con l’obiettivo di una fotocamera, o almeno non è cosa di ordinaria quotidianità,  ma invece provo una sensazione di amarezza e sconforto morale per le parole dure e accusatorie se non addirittura diffamanti rivolte da tanti, a chi fa di tutto per far vivere una delle più grandi manifestazioni della Calabria. Io, come ormai è noto, sono uno di quelli che cercano di dare la giusta visibilità al festival, ed indirettamente anche al paese che lo ospita in quanto a che se ne possa dire (di tutto e di più), quello che abbiamo qui viene riconosciuto all’estero come uno dei più grandi festival di musica. Roccella è il mio paese, e provo un certo orgoglio quando legano la mia residenza alla celebrità del Roccella Jazz, lo stesso orgoglio che provo quando una mia foto scattata ad un artista sul palco, fa il giro del mondo attraverso il web, o attraverso una copertina. Se ho perfezionato certi aspetti del mio modo di far fotografia, lo devo alla possibilità che mi è stata data, e cioè di stare sotto quel palco e unire la musica alla fotografia. Proprio per questo attaccamento alla bellezza, ed alla mia testardaggine di volerla esportare ovunque, mi vedo coinvolto sempre più spesso a collaborare con gli organizzatori di vari eventi Roccellesi, tra questi anche il Corteo Storico Carafa, o dovunque vi siano immagini o musica da promuovere . Lo faccio con entusiasmo e sempre in sintonia con persone che io ho sempre stimato per il loro modus operandi nel realizzare con volontà cose che sembrano impossibili all’attuazione. Mai mi sognerei di entrare in certi ambienti  se solo annusassi il cattivo odore della poca trasparenza,  però ho spesso scritto o detto, che davanti ad un palcoscenico è facile parlare, come è altrettanto bello vedere luci accese su eventi grandiosi riusciti bene o quasi, ma solo chi è dietro le quinte può capire e toccar con mano le difficoltà, gli ostacoli, gli espedienti per cercare di raggirare la burocrazia che attanaglia qualsiasi cosa, ed infine i salti mortali per cercare di spiegare come stanno veramente le cose, accollandosi così colpe inesistenti, mentre gli altri godono solo dello spettacolo. Quest’anno io e gli altri amici fotografi, non ci siamo limitati a scattare come facciamo solitamente ogni anno, ma ABBIAMO VOLUTO SPONTANEAMENTE dare una mano concreta alla realizzazione del festival jazz, che non potendo attingere più dai finanziamenti ministeriali, ha dovuto accontentarsi solo di quelli regionali, divenuti poi, per fatti ormai noti realmente quattro spiccioli per una manifestazione del genere. Ma proprio per questo, e per fermamente voler NON FARLA SCOMPARIRE, ci siamo rimboccati le maniche insieme ad un nutrito gruppo di amici e  quello che si è potuto fare, lo si è fatto con il massimo impegno e passione, ma soprattutto con la sintonia tra di noi (senza esperienza in materia), ma tra l’allegria ed i sorrisi, comprando anche gli stessi biglietti o abbonamenti a sostegno, e pagandoci la nostra maglietta identificativa. Per cui leggere le pesanti accuse verso gli organizzatori (da quest’anno il Comune di Roccella Ionica), è come se le avessero fatte a noi che abbiamo la sola colpa di voler mostrare il bello di una comunità, e delle cose che si possono realizzare con poco oltre che spingere il nome di Roccella oltre confine, e purtroppo a nostra difesa non possiamo far altro che riportare con profonda delusione, una citazione: “Fare a pezzi, è il lavoro di chi non sa costruire”.
(Ralph Waldo Emerson)

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Ora, a luci spente, rimangono soltanto gli scatti che tutti noi cercheremo di esportare, con la musica di una gloriosa ed eroica Radio Roccellese irradiata, i commenti ed i ringraziamenti uniti ai complimenti degli artisti per aver ancora una volta realizzato una grande ed importante manifestazione, e le polemiche e le critiche verso qualunque cosa si organizzi in questo lembo di Calabria. Ora sotto a chi tocca… Taranta compresa, mentre noi cominciamo a lavorare per il prossimo anno, se non per Natale, affinchè le note del sax che sa di arancia, si uniscano ancora a quelle di grandi artisti internazionali ed anche perchè, citando una canzone del Liga, “noi siam quelli là, …tra palco e realtà”

 

 

di Pino Curtale

Solo applausi

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Era ormai questione di giorni, di ore se vogliamo, ma purtroppo la notizia è arrivata.

Il senatore Sisinio Zito non c’è più ! Ha stretto i denti nella sua lotta contro una devastante e rapida malattia, ma ha perso la battaglia. Lui era abituato a combattere, era un guerriero contro la burocrazia e contro tante altre cose, in virtù delle sue coerenti idee, ma in nome e fede della sua Calabria, della sua Roccella. Aveva una tenacia e caparbietà che molti gli invidiavano, doti che a mio modesto avviso non si ereditano, ma sicuramente si trasmettono. Io l’ho sempre stimato come Politico, si ,con la P maiuscola, e non per abbracciare la sua fede politica, ma per il modo di esercitarla. Il suo modo di ottenere dei risultati non era comune a nessun parlamentare dei giorni nostri, ma forse mi piaceva paragonarlo a personaggi di altri tempi. Soprattutto l’ho apprezzato come Uomo che aveva il fiuto per le cose che nascevavo dal nulla e che crescevano nella bellezza per diventare poi delle meraviglie assolute. Noi quando ci incontravamo, parlavamo appunto della bellezza dei luoghi, della potenzialità che essi hanno, di come si potesse far vedere ad altri quello che la volontà del singolo può fare, ma non parlavamo certo di politica, anche perchè , lungi da me affrontare discorsi in cui non avrei trovato vie d’uscita e scampo, specialmente con lui. Parlavo solo di quelle cose che sapevo e potevo offrire, la collaborazione a realizzare qualcosa e promuoverlo con le immagini. Per questo Lui mi “corteggiava”, affinchè io cogliessi qualche attimo della grandezza di questa Città. Un giorno mi disse: “Pino, se ti capita, passa da….(indicandomi il luogo), vi è una Agave in fiore che è uno spettacolo. Scattagli una foto come sai tu, e facciamo vedere che questa terra non è così arida e brutta come tutti pensano, ma basta guardarsi intorno per ricredersi.” In quel luogo è stato ritratto con il palmo della mano sulla fronte a guardar lontano come era solito fare.

E poi i suoi complimenti per aver visto le mie foto sul sito della cantante israeliana Noa, non li scorderò mai, direi quasi imbarazzanti, ma solo perchè lui credeva, tra le tante cose, al suo Festival, alla musica ed agli artisti che gli giravano intorno.T.alCast(4) 031 E mettere in luce quella eccellenza, era come elevare ai massimi livelli tutta Roccella, credendo nelle persone e nelle loro capacità. Questo era Sisinio Zito, conosciuto tantissimo tempo fa, e con l’amicizia che mi lega alla sua famiglia, ai suoi figli soprattutto, voglio ricordarlo come un punto di riferimento ed una bandiera della mia e nostra Roccella Ionica. Spero tanto che il suo esempio ed il suo modus operandi per il bene della comunità, sia da insegnamento a tanti, e voglio anche ricordarlo nell’ultima volta in cui ci siamo incontrati; era il giorno del suo compleanno, nel salutarmi mi disse con voce affaticata: ” Pino, poi ti devo dire una cosa, che non c’entra nulla con questa serata, ….una idea” Lui di idee ne aveva tante, era considerato anche un Visionario, ma ci azzeccava quasi sempre. Chissà cosa avrebbe voluto dirmi, e che gli era balenato in testa, ma purtroppo non me lo dirà mai.13588737_1027628417273745_1083800939_o

Arrivederci Senatore, io terrò sempre presente la sua citazione “Nella vita non dobbiamo perdere mai la capacita di realizzare cose impossibili” vorrei solo avere il suo coraggio, ma me ne ricorderò di più se avrò ancora la possibilità di scattare qualche foto da sotto quel palco che da oggi sarà più vuoto che mai.  GRAZIE DI TUTTO !!

di Pino Curtale