Hai ricevuto una richiesta di amicizia…….

Oggi ,la parola “amicizia” è un luogo comune per via dell’ormai inflazionato FACEBOOK, famoso social network,che spesso dà poco peso a parole come questa ,e che meriterebbe avere invece grande rilievo e non poca leggerezza.
L’amicizia,nella mia ottica ,è comunque un sentimento, che ti coinvolge quasi quanto l’amore , in alcuni casi magari anche di più, e quindi come tale va rispettato.
E’ un valore aggiunto in ognuno di noi,basta farlo scaturire dal nostro carattere, in quanto intrinseco, ma celato da altre apparenze che fanno di una persona una facciata non reale.
Io non credo che la vera amicizia si trovi per caso, potrebbe essere una di quelle che nascono casualmente, per via di certe occasioni, o situazioni particolari, ma non penso sia quella destinata a trasmettere o ricevere le emozioni dettate dal cuore .
Certo, vi sono delle eccezioni, e per richiamare il famoso detto ” Chi trova un amico, trova un tesoro”, è verissimo quanto raro per questi tempi in cui sovrasta su tutto l’arrivismo, la superiorità, l’invidia, e non di meno l’orgoglio.
L’amicizia vera e propria nasce e si coltiva, spesso dai tempi dell’infanzia o dell’adolescenza anni in cui regna la spensieratezza, si cerca e si trova la complicità nel fare,creare.
E’ lì che sorgono spontaneamente i legami indissolubili che ci porteremo dietro nella vita.
Un amico è il compagno di avventura, con cui condividi tutto o quasi, è colui con cui ti confidi, a cui dici cose che non diresti a nessun’altra persona neanche ad componente della tua famiglia, ed anche se non ci si frequenta assiduamente, lo hai sempre al tuo fianco. L’amico da parte sua è quello che sa ascoltarti, ti rende partecipe, sa cogliere in te un momento difficile e ti aiuta nel suo piccolo a superarlo standoti vicino.
Non sempre è così però, in questa società crudele, in questa giungla dove si lotta ogni giorno per la sopravvivenza, vi è chi ti fa credere di poterci contare, ti fa svuotare della tua privacy, e ne trae vantaggio voltandoti le spalle quando mostri tutta la tua fragilità o ingenuità d’animo.
La delusione a questo punto ti logora, ti fa star male ,forse anche di più che per una storia d’amore finita. Ti spinge a non credere più in niente ed in nessuno, a non fidarti del prossimo e a volte cambia terribilmente il tuo carattere. Allora ti accorgi quanto sia importante veramente questo sentimento,che valore dare ad esso, e come gestirlo. Nessuno è perfetto, e sulle esperienze con i relativi errori, si costruisce il proprio vivere quotidiano.
Io, sin da quando avevo 14 anni e nel pieno della mia timidezza, sono stato sempre un “selettivo” ,ho avuto forse il dono di riconoscere a distanza ed in tempo il peso ed il valore da dare alle persone ed ecco perchè sono stato fortunato nel non essere mai stato deluso dalle mie aspettative. I mie amici sono quelli di sempre,quelli dei tempi che furono, con loro ho condiviso gioia ,risate,passioni, tristezza o dolore per qualcuno del nostro “gruppo” che ci ha lasciati e con cui ancora, per colmare quel posto vuoto del cuore, ne parlo continuamente per farlo sentire vivo e con noi. Per questi Amici, con la “A” maiuscola, non esistono chilometri o anni che possano interporre distanze.
Questo è il mio concetto di amicizia, quella vera intendo, quella che non si “CHIEDE” e a cui penso bisognerebbe dare veramente la giusta importanza nella nostra vita. Se così sarà, allora  potrà essere vera la frase : “Gli amici sono come le stelle nel cielo,anche se a volte non si vedono, sai comunque che ci sono” con la loro pronta disponibilità ed il loro fraterno affetto, tutti gli altri, permettetemi, sono soltanto…semplici conoscenti.

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di Pino Curtale

Riflettere prima di giudicare

Spesso quello che dovrebbe essere un modo per scambiare delle opinioni e confrontarsi civilmente, diventa invece una gara a chi grida di più alla condanna di persone giudicandole solo perchè una foto li ritrae mentre compiono una tale azione. Quella foto diventa così unica prova inconfutabile di un reato. Questo sta accadendo in questi giorni sui social network più noti della rete, “postando” e “condividendo” foto di poliziotti che massacrano studenti  a colpi di manganelli. Ma  chi siamo noi per giudicare ? possiamo sicuramente esprimere una opinione, un nostro punto di vista, ma non altro. A mio avviso si sta esagerando da entrambi le parti, cercando la spettacolarizzazione di eventi che restano comunque gravi e degne di attente valutazioni. Non si può assolutamente giustificare il comportamento di alcuni poliziotti che infieriscono con violenza su persone inermi, come non si può neanche esaltare alla esasperazione il martirio dei poveri studenti o manifestanti in genere che arrivano sul posto premeditatamente con caschi integrali,mazze da baseball,catene,bombe carta o bottiglie molotov (che non si confezionano al momento come panini per la colazione). Il diritto di manifestare è sacrosanto ed anche sancito dalla nostra costituzione, ma non si ha il diritto di sentirsi come “Attila” e distruggere tutto quello che si ha davanti o addirittura devastare una intera città mettendo a rischio l’incolumità dei cittadini. Ai miei tempi del liceo, si organizzavano i cortei con i soli striscioni e tanti slogan gridati a squarciagola ma soprattutto si sfilava A VISO SCOPERTO mostrando tutta la rabbia del volto per la protesta, e non nascondendolo con il casco o il passamontagna. Un individuo con il volto coperto, non può manifestare i propri diritti in quanto senza identità.

Ma pensate che tutti quelli dall’altra parte della barricata, i poliziotti per intenderci, non abbiano rabbia dentro ? Che siano contenti di mettersi in trincea come in guerra a combattere? Prima di essere poliziotti, essi sono cittadini con gli stessi problemi di chi manifesta ma con una divisa incollata al corpo che li fa stare dalla parte magari anche sbagliata . Avete mai pensato quanti di loro vorrebbero sfilare con gli altri e gridare con loro gli stessi diritti negati?

Ma il loro lavoro è reprimere i violenti, esporsi agli insulti ,ripararsi dai “san pietrini” scagliati da ogni angolo di strada, e difendere contestualmente il bene pubblico. Il tutto per quattro soldi da portare a casa per far campare la propria famiglia mai ripagati abbastanza per per i rischi che corrono,ma sono le stesse persone che accorrono prontamente ad ogni nostra chiamata quando ne abbiamo bisogno,quando qualcuno tenta di farci male o ci minaccia. Le stesse persone che sono messe “di guardia” negli stadi per assicurare un po di tranquillità alle famiglie che scelgono di assistere ad una giornata di sport, con la paura che qualche pazzo scatenato stacchi una seggiola e te la tiri addosso.

Logicamente vi sono le mele marce come in tutti i posti ed in tutte le categorie, che approfittano della posizione che ricoprono e che si permettono il lusso di dire : “Io sono un poliziotto e tu non sei nessuno” queste certamente vanno punite o allontanate non giustificate assolutamente quindi ben vengano i metodi identificativi come i numeri di matricola sui caschi protettivi o altro. Ma cerchiamo di immaginare anche cosa accadrebbe se loro non ci fossero,non bisogna fidarsi delle foto che continuamente girano come quella del ragazzo colpito al volto che tra l’altro era stata scattata in Spagna. Un fotogramma è un fermo immagine che può cogliere l’attimo prima o anche l’attimo successivo all’azione e non sempre può dare l’idea di quanto accaduto,specialmente a chi non era presente ai fatti. Una persona china e con la mano protesa su un’altra distesa a terra non sempre significa che la sta per colpire ma anche che la sta aiutando, e purtroppo vi è anche chi casualmente si trova nel posto sbagliato , nel momento sbagliato, nel bel mezzo di una carica della polizia che tenta di contenere la assurda guerriglia e sfido chiunque a saper distinguere in quel contesto il “buono” dal “cattivo” anche se vi è sempre qualcuno pronto a far vedere la lavagna dividendo tali categorie come si faceva ai tempi delle elementari.

Ma se dobbiamo fare sfoggio di tanta sapienza, allora mostriamole tutte queste foto, anche quella che evidenzia il poliziotto a terra con il casco fracassato a colpi di mazza. Non criminalizziamo tutti , sappiamo distinguere il bene dal male senza farci coinvolgere da chi sta cercando di istigare ad una guerra civile. La situazione è veramente difficile non si vede ancora la luce in fondo al tunnel, ma non troviamo capri espiatori in persone il cui proprio lavoro è anche DIFENDERCI.

Non facciamoci condizionare dalle semplici apparenze quindi, è vero, la disperazione porta ad azioni istintive, anche sbagliate ,ma non sostituiamoci ai giudici, siamo tutti colpevoli e tutti innocenti, e chi è senza peccato scagli la prima pietra.

di Pino Curtale

La vita è un fiore

Questo è il titolo che l’autore (Rivanda Septian Widyatmiko) ma potrebbe essere uno pseudonimo, ha dato a questa foto nell’ambito del “JC&ART PhotoCONTEST“.

Al primo colpo d’occhio fa venire in mente tante cose, tante riflessioni dettate dalle varie interpretazioni che ognuno può dare alla foto in oggetto. Io vedo come tutti del resto, una ragazza con in mano una rosa che rappresenta appunto la vita, ma perchè quella benda sugli occhi ? Il fiore messo in evidenza, non è un fiore qualunque, la rosa viene sempre scelta per le ricorrenze, e viene apprezzata proprio perchè bella, viva, delicata. Va quindi trattata bene e, tenendo presente che non è eterna, si cerca di farla durare il più a lungo possibile e nel migliore aspetto.

La vita è proprio cosi, un regalo importante che ci è stato dato ed è nostro impegno averne cura affinchè sia più bella e duratura possibile. Invece nella foto questa rosa, è sciupata quasi appassita però mantiene i suoi colori nativi, quindi si è ancora in tempo a fare qualcosa per rinvigorirla. Ma la ragazza ha gli occhi bendati e non si accorge di ciò, o non vuol vedere cosa sta accadendo alla “sua vita”.

Se ci guardiamo intorno,ci accorgiamo che purtroppo troppe vite si stanno sprecando buttando via gli anni migliori e senza distinzione di età, non ci si rende conto del bene prezioso che si è ricevuto. Ci si abbandona a sconforto totale derivato da delusioni di vario tipo,e si cerca di trovare risposta e stimoli “sballandosi” con altri metodi. Nulla ci è dovuto, la vita è la nostra sicuramente, ma è una soltanto e non ci verrà regalata una seconda volta.

Per ricordarcelo basterebbe guardare un po più attentamente intorno a noi,per scorgere tutte quelle persone che al contrario vorrebbero gridare GRAZIE !! ,che avrebbero voluto fare ancora tantissime cose e mille progetti ed invece per volontà altrui stanno assistendo impotenti al tramonto.

Facciamo quindi in modo che quel tramonto, quando avverrà, abbia dei colori bellissimi ed indimenticabili, e quando stiamo per compiere delle azioni insolite o ci facciamo prendere da pensieri strani e deprimenti, allora ricordiamoci che “La vita è una affacciata di finestra” e per quanto breve essa possa essere, potremmo vedere colori chiari ,vivaci e colori scuri, quasi lugubri, ma vale la pena comunque viverla intensamente..fino in fondo.

LEVIAMO LA BENDA E NON LASCIAMO APPASSIRE QUESTA ROSA

di Pino Curtale

Il diritto di essere bambino

Questa foto prelevata da un contest del web, mi ha fatto ricordare che tra qualche giorno si celebrerà la giornata internazionale dell’infanzia.

Tutti dovremmo aver bene impresso in mente  che i bambini hanno dei diritti come gli adulti, in qualunque parte del mondo si trovino a qualunque ceto sociale appartengano, e di qualunque colore sia la loro pelle. Ma purtroppo non è così, in molti casi non hanno il diritto a nutrirsi, non hanno il diritto a studiare, non hanno il diritto a giocare e divertirsi e non hanno diritto ad una vita serena.

Ogni giorno ricadono sotto i miei occhi immagini che io reputo non degne di un popolo civilizzato, quale dovrebbe essere il nostro. Non per ultimo il video del bambino trascinato a forza da scuola per via di una “guerra” in tatto tra i genitori, e le proprie famiglie.

Quei fotogrammi fanno male, sono un pugno allo stomaco ma forse  servono a far capire a tanti cosa accade ogni santo giorno in qualche lembo di questo paese o di altre nazioni. Bambini contesi come se fossero oggetti di proprietà, o mandati per strada a mendicare ed essere derubati poi di quei pochi spiccioli ma soprattutto della loro dignità di esseri umani, o chiamati dai trafficanti di morte e signori delle guerre ad imbracciare un fucile a soli 11-12 anni, un elenco che non vedrebbe la parola fine. Io personalmente non so se cambierà la coscienza dell’uomo ma penso che voltarsi dalla parte opposta di certo non aiuta, come non aiuta il parlare sempre delle lotte politiche tra partiti, o solo di calcio, o soprattuto di gossip e di reality. Non si dedica mai troppo tempo ai nostri bambini, perché presi dai tanti problemi quotidiani che ci portano ad essere come delle belve che lottano per la propria sopravvivenza. Ma loro, che colpa hanno ? Questa società la abbiamo formata noi, e dovremmo consegnarla a loro un domani. <<Cercate di lasciare questo mondo un po’ migliore di quanto non l’avete trovato >> diceva Sir Baden Powell ai suoi Scouts, quindi sforziamoci di farlo, cerchiamo di riflettere tantissimo quando incrociamo gli occhi di un bambino perché sono uno specchio di quello che provano: felicità, sofferenza o soltanto tristezza. Allora facciamo subito risalire alla nostra corta memoria l’attimo di gioia che abbiamo provato nel vederlo nascere e riceverlo in braccio nei suoi primi istanti di vita. In quel momento gli abbiamo promesso tutto, e le promesse vanno mantenute………prima che sia troppo tardi.

di Pino Curtale

Le foto sbiadiscono…ma non i ricordi

Quante volte aprendo i cassetti di casa propria, avete riscoperto buste o piccoli contenitori con dentro foto di cui neanche ricordavate l’esistenza ?

A me capita spesso, e qualche mese fa ho trovato una piccola scatolina con dentro delle fotografie che sfogliando non avrei più voluto riporre al loro posto. Erano le foto che mi riportavano ad un periodo della mia vita a dir poco fantastico.

Mi riferisco ai tempi di quando indossavo la divisa degli scouts (ASCI,poi AGESCI). Quegli anni in associazione sono anni indelebili dalla mia memoria, anni di formazione personale , anni in cui ho imparato a capire l’importanza dei valori di riferimento della vita di ognuno di noi come la famiglia, il senso civico, il rispetto per le cose che ci circondano, e uno dei più importanti…l’amicizia.

Oggi questi valori, sembrano scomparsi o occultati o addirittura soppiantati da altri interessi di massa, come i gadget tecnologici, che fanno perdere di vista le cose belle, quelle vere, come mettersi uno zaino sulle spalle e fare chilometri tra le campagne o montagne cantando dietro al “capo” con la chitarra.

Cantando e ridendo per le stonature ci si fermava a parlare con la gente del luogo (gli indigeni come li chiamavamo noi) e che poi ci trattenevano a lungo per via dell’allegria che riuscivamo a trasmettere offrendoci dolci e manicaretti gastronomici .

Ecco, quei momenti mi mancano tantissimo anche perchè hanno contribuito ad allacciare rapporti bellissimi con tante persone anche dei paesi limitrofi (Locri,Siderno ecc..)con cui ancora condivido ricordi ed emozioni. Ed oggi ogni incontro casuale con loro per strada, è una festa. Questo sta a significare che quando vivi bene e con convinzione quello che la vita ti offre ogni giorno, riuscirai sicuramente a raccontarlo un domani agli altri con la stessa energia con cui lo hai vissuto allora, e sarà un racconto che non avrà mai fine finchè Dio lo vorrà.

Questo era il mio Reparto e successivamente il mio Clan e quello di Siderno . A tutti loro dico GRAZIE per quello che mi hanno dato.

di Pino Curtale

Un particolare che fa sorridere

Chi ha detto che nei matrimoni gli sposi devo essere al centro delle foto?

Ogni particolare, anche il più banale, servirà a far rimanere impresso nella mente e nel cuore il giorno più importante della vita di una coppia. Questo non deve sfuggire all’obiettivo del fotografo, e oggi ho scelto per la home page, una foto di Cristina Conforti.

Cristina, amica dai tempi scoutistici, è una fotografa professionista in cui io ho sempre creduto , sin da quando ha cominciato ad armeggiare con la prima reflex tradizionale ed alla quale ho commissionato le foto del mio matrimonio. Da allora ne è passato di tempo e le tecniche sono cambiate ,certamente si è passati al digitale ma Lei si è formata ed affermata professionalmente sempre di più, in quanto ha saputo trovare una forma a mio avviso nuova nel creare un “album di matrimonio”.

Il suo, è un “racconto fotografico” di quel fatidico giorno ,mettendo in risalto i più teneri e bizzarri particolari dove appunto non sempre gli sposi sono al centro dell’attenzione fotografica. Questo in aggiunta alla creatività personale e spontanea, fanno della sequenza fotografica quasi un film.

Un esempio appunto lo è questa foto dove in primo piano vi è il particolare dell’errore ortografico sugli appunti del sacerdote e sullo sfondo, nel fuori fuoco voluto, gli sposi.

Un aneddoto simpatico che dà un tocco umoristico all’evento e lo rende così meno serioso.

Brava, come sempre, Cristina a cui simpaticamente ho “rubato” la foto.

Con l’occasione vi invito a visitare il suo sito/blog dove troverete tutta la sua inventiva fotografica.

di Pino Curtale

Una immagine su cui riflettere

Oggi in primo piano un’altra foto di Domenico Scali, vincitrice a sorpresa del VI Concorso fotografico Internazionale “Immagini”. A sorpresa sicuramente per l’autore che non si sarebbe mai aspettato una telefonata in cui gli si notificava tale scelta della giuria. Ma guardando con un colpo d’occhio istantaneo la foto, nessuno degli addetti ai lavori si sorprenderebbe più di tanto, in quanto la foto è degna sia del premio e sia di riflessioni profonde. Il risalto ed il fuoco perfetto sulla mano che si aggrappa al dito con il volto sfocato in secondo piano, dà un messaggio ben preciso agli osservatori.

Tra tutti i commenti o le osservazioni fatte su questo fermo immagine, ho scelto quello di Chiara Ursino, profonda come sempre nell’esprimere sensazioni dell’animo personale ma anche grande battagliera quando si toccano argomenti o si notano iniquità  inerenti al mondo che ruota intorno alle persone diversamente abili.

Felicissimo quindi di incollare qui il pensiero di Chiara.

Questa immagine riflette un altro aspetto della vita umana. Quello della sofferenza che fino a quando non vivi da vicino sembra una cosa astratta quasi che per rendersi conto che anche essa fa parte della vita terrena devi proprio viverla in prima persona. Qui in questo scatto viene trapelato un grido di speranza silenzioso, che traspare dagli occhi, quasi che con la sua voce del silenzio esprimesse a gran voce “io il mondo lo vedo lo conosco , so quello che succede intorno ma non posso esprimere le mie emozioni”, ma allo stesso modo regala a chi le sta attorno la possibilità di leggere le sue emozioni attraverso il suo sguardo che parla da solo. Gli occhi sono stati da sempre lo specchio dell’anima.

di Pino Curtale

Presentazione del libro “AUSCHWITZ…SOLO ANDATA, VIAGGIO DI EMOZIONI ALL’INFERNO”

Oggi voglio mettere in evidenza un evento del luglio scorso, e che merita di essere annoverato anche per il grande impegno del mio amico Domenico Scali (autore dell’opera) e la grande emozione trasmessami.
Logicamente io metterei al primo posto la parte fotografica, e che poi ha avuto come conseguenza l’idea della pubblicazione del relativo libro di poesie e che io definirei più che altro, pensieri dell’anima suscitati nel guardare attentamente quelle foto, belle e tristissime contemporanemente. Belle dal punto di vista del fotografo, vuoi anche per i dettagli collocati nel contesto dell’ intera scena, e tristi in quanto fanno risalire alla memoria un pezzo di storia che purtroppo appare dimenticata.
Vi rimando comunque all’articolo pubblicato dall’amico Giovanni Certomà sul suo sito in occasione dell’evento, vorrei far notare che la mostra ed il libro sarà presentata anche a Corsico (MI) in occasione della “Giornata della memoria” il prossimo Gennaio.
A Domenico, amico di lunga data, vanno i miei più sinceri auguri e complimenti
Il 24 luglio è stato presentato a Roccella Jonica (R. C.), all’interno dell’ex convento dei Minimi, la prima pubblicazione di Domenico Scali. L’evento culturale è stato organizzato dall’A.R.A.S. (circolo di lettura) con il patrocinio del comune di Roccella Jonica, all’interno dei caffè letterari programmati per il periodo estivo. Ha condotto il pubblico al cuore dell’opera, il critico cinematografico, Antonio Falcone; le letture sono state curate dalla scrittrice Rossella Scherl; con alla chitarra il musicista, Mimmo Daniero.

La scelta fatta da Mimmo Scali di accostare fotografia e poesia, credo sia il connubio perfetto, perchè immagine e versi hanno la capacità di riempire nell’immediato la nostra emotività; incidere nella memoria; e soprattutto esercitare una dirompente forza pedagogica su tutti, in particolare sulle nuove generazioni. Questa pubblicazione rappresenta un contributo importante contro una preoccupante ondata di revisionismo negazionista dei sei milioni di vittime provocate dalla crudeltà umana. E la scuola nel suo complesso e i docenti di Storia hanno/abbiamo il dovere morale di condannare con forza tale negazionismo, perchè questi non sono “storici”, ma solo degli assassini della Memoria.

di Pino Curtale

Introduzione

Rovistando tra le cartelle dell’Hard Disk, mi sono reso conto del disordine che regnava tra le mie foto.

Ho sempre condiviso con tutti le immagini degli eventi, servendomi dei social network  (facebook,twitter) ma non ho mai pensato di catalogarle.

Allora mi è venuta l’idea di un contenitore dove mettere alcune foto selezionate, quelle su cui mi sono soffermato di più ,dividendole per categorie, e dove ognuno potrebbe in teoria scriverci qualcosa, anche un pensiero personale o un semplice commento che verrebbe fuori guardandole con attenzione.

Ed ecco qui un blog fotografico, ma non solo, anche una bacheca di osservazioni su ciò che ci circonda.

Ho pensato di mettere in risalto soltanto alcune tra le più recenti per ragioni di spazio del blog , riservando la HomePage agli articoli/pensieri che a mio modesto parere meritano un “primo piano”.

Non mancano i link ai siti degli amici che con me condividono la fotografia, e che hanno realizzato opere importanti.

Pertanto vi invito a seguire le mie pubblicazioni e a contattarmi per qualsiasi suggerimento inerente o segnalazione importante.

Pino Curtale

Grazie

di Pino Curtale