Il Natale ?….quando arriva…arriva !!!

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Si avvicina il Natale, ma quella che dovrebbe essere la festa più bella dell’anno, ultimamente  ha perso il suo fascino divenendo così  una ricorrenza quasi scialba. Non mi riferisco alla crisi, che negli ultimi anni specialmente, ha solo contribuito a rafforzare  questa visione, ma alle sensazioni che ognuno di noi provava in questo particolare periodo dell’anno. Logicamente io scrivo per quello che sento personalmente, ma penso di interpretare anche i pensieri di tanta gente che spesso si esprime con “non vi è più il Natale di una volta”. Sembrerebbe una frase scontata del tipo “non ci sono più le mezze stagioni”, ma purtroppo se ci pensiamo realmente corrisponde alla pura realtà.
Arrivava il mese di dicembre e si respirava già quell’aria particolare, di festa…e quando camminavi per le stradine del paese, al solo odore del fumo che fuoriusciva dai caminetti o dei semplici comignoli delle stufe, ti immergevi già nell’atmosfera natalizia.
 Ma il profumo vero della festa lo avvertivi con l’arrivo del giorno dell’Immacolata , cominciavano gli addobbi nelle vetrine dei negozi, e nelle case si dava il via a forni e fornelli da dove fuoriusciva di tutto: Lasagne e arrosti conditi con l’olio nuovo ed accompagnati dal buon vino appena spillato dalla botte. Tutto questo mentre nell’altra stanza, solitamente quella più grande,  si preparava l’albero di natale, il vero simbolo di questa festa. Un intreccio di pareri , consigli a volte un tantino animati, per come sistemare stelle filanti, palline e quant’altro e renderlo così più bello dell’anno precedente. Infine il tocco finale spettava al tecnico di casa, nel mettere le luci intorno e che puntualmente dopo averle sistemate con cura, non funzionavano. La realizzazione del presepe, cosa seria, era invece sempre una disputa tra inventori con la solita domanda: Lo facciamo o no ? proprio perché se la risposta (a votazione) era affermativa, doveva essere bello e fatto bene e nessuno doveva poi tirarsi indietro.
Il pomeriggio, si dedicava ai dolci tradizionali: le pitte, il torrone, le alaci, la pignolata..e la sera arrivava il momento delle zeppole, già assaggiate in anteprima per la festa di S.Martino. Il bello di questo momento culinario era la miriade di volontari che si offrivano come “assaggiatori” . E stavano lì tutti intorno a qual tavolo pronti per quel ” Qualcuno vuole assaggiare ?” che arrivava puntualmente dai cuochi di turno. Effettivamente poi era ben poco quello che arrivava in tavola per via della degustazione in corso d’opera.
Da quel giorno, iniziava l’attesa vera e propria delle vacanze, dell’arrivo dei parenti lontani, e quando arrivava il fatidico 22 dicembre cominciava la corsa ai regali da mettere sotto l’albero, proprio una corsa in quanto fino all’ultimo giorno, mancava sempre qualcosa per qualcuno.
Non mancavano le serate per il classico “mercante in fiera” o “la classica “stoppa” giochi di carte insomma a turno nelle case degli amici fino al giorno “clou” del 24 , sera di vigilia natalizia. Pronti per la tavola imbandita e con sottofondo dalla strada, in lontananza la “ninnarella” che iniziata giorni prima si concludeva appunto quella sera.
Classica e tradizionale tombolata, con i numeri delle cartelle coperti rigorosamente dalle bucce di mandarino, e poi la Santa messa con gli auguri in piazza.
Questo era il Natale nelle case, in un tempo non troppo lontano, e la tristezza si leggeva sui volti solo quando dopo le feste, e dopo i botti che salutavano l’inizio di un nuovo anno, tutti tornavano alle proprie città di residenza e si riponeva tutto negli scatoloni col magone. Ora di tutto ciò è rimasto ben poco, e paradossalmente si avverte un senso di solitudine interiore, e per quanti ci si sforzi, non vi è più niente che assomigli a quei momenti. I tempi moderni ci hanno rubato tante cose belle, tante tradizioni, e soprattutto tanta semplicità. E’ cambiato il modo di vivere come è cambiata l’Italia, ed intorno a quella tavola non vi sono che poche persone , di giochi societari non se ne parla neanche.  Troppi pensieri, troppi problemi, troppe delusioni spingono a non festeggiare e non vivere questi momenti con gioia.
Ecco perchè, quando si assiste ad un film in tv, ambientato negli anni 70, e con tema familiare, gli occhi diventano lucidi. Quei tempi mancano a me come penso a tanti, e siamo tutti consapevoli che purtroppo non torneranno più, ed anche se qualcuno fa quel che può ricreando eventi per far rivivere le tradizioni, la vera magia del natale vi è stata già da tempo………sparito.
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di Pino Curtale

3 commenti su “Il Natale ?….quando arriva…arriva !!!

  1. La nostra vita è cambiata. Persino la natura non è più la stessa. Nemmeno quei riferimenti e valori, con i quali siamo cresciuti, non ce li ritroviamo più.
    Eppure noi siamo sempre uguali, con qualche anno in più, e qualche capello in meno,
    ma, dentro, siamo le stesse persone.

    E’ il motivo saliente dell’eterna infelicità dell’uomo: costretto ad assistere, impotente, ai continui mutamenti dello spazio e del tempo in cui egli vive, all’invecchiamento del proprio corpo, pur rimanendo giovane interiormente. Non c’è età dentro di noi. In fondo al nostro animo rimaniamo sempre bambini.
    E la nostalgia, per molti, è l’unico modo per alleviare questa frustrazione.

    Eppure, mentre rimaniamo le stesse persone individualmente, la società, da noi stessi formata, cambia.
    Un grande problema culturale del nostro tempo è la necessità di apparire piuttosto che essere. Uno status symbol nato ed evolutosi con la televisione.
    E’ una società, quella di oggi, che impone degli standard, la virtualità al posto della realtà, e numerose persone la inseguono, mentre non se ne rendono neanche conto.

    Ma, prima ancora della società, è la famiglia ad essere cambiata rispetto agli anni passati.
    Dalla famiglia patriarcale, in cui nella stessa casa vivevano insieme più generazioni ( nonni, figli, nipoti, nuore, ecc.) si è passati a quella nucleare, in cui ci sono solo i genitori ed i figli.
    E le trasformazioni non sono avvenute solo a livello dei diversi modi di aggregarsi, bensì anche a livello interno. Ad essere cambiati sono, soprattutto, i rapporti reciproci fra i vari membri ed il modo di stare insieme.
    La famiglia sta attraversando un periodo in cui si intrecciano crisi e speranze.
    Vive nella contraddizione o di paura del mettere al mondo un figlio, oppure di volerlo a tutti i costi.
    Non c’è più il coraggio e la determinazione di affrontare la vita e i suoi inevitabili problemi, che ci sono sempre stati e che oggi invece costituiscono motivo di insicurezza, d’irrequietezza. Non si può nemmeno più parlare di amore, quello vero, quello vissuto nel rispetto reciproco. C’è inoltre un considerevole declino della fede, del crescere e del formarsi secondo sani insegnamenti, che partono prima di tutto dallo stesso ambiente familiare e che proseguono sicuramente a scuola e nella società.

    Ecco perché il Natale, la festività della famiglia per eccellenza, non può essere vissuto così calorosamente come un tempo.

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