Habemus Papam

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L’elezione del nuovo pontefice, è sempre una fervida attesa da ogni angolo del mondo, non tanto per la curiosità di chi possa essere il successore di Pietro, quanto per la capacità di quest’ultimo di dare ancora validi motivi al popolo per credere nella Chiesa istituzionale ed ai suoi ministri.

Nel corso della storia, la chiesa è stato sempre un potere forte ed influente, ma aldilà di questo fattore, è stato tramandato a tutti noi il ruolo di essa nel portare attraverso i sacerdoti il vangelo e la bibbia nel cuore dei comuni mortali, i quali leggendo quelle pagine, possano attingere alla fede e a credere in Gesù Cristo ma soprattutto in un Dio creatore del mondo e dell’universo.

Perchè l’uomo possa riuscire in questo intento però, ha bisogno di una guida, di un pastore che raccolga il suo gregge e lo indirizzi verso pascoli salubri e verdi. Negli ultimi anni si è perso un po’ l’orientamento, è venuta a mancare quella guida, offuscata da tante ombre e misteri. Immaginate se ai tempi della nascita di Gesù il cielo fosse stato coperto e non si sarebbe vista la stella cometa, forse i Magi avrebbero messo tantissimo tempo in più a trovare quella grotta, ma per volere divino l’avrebbero comunque trovata.

Ecco, oggi di questo abbiamo bisogno, di una buona stella, che ci guidi o meglio ci riporti sulla retta via, di un pastore che riporti al pascolo tutte le pecorelle smarrite per strada, e per far questo necessita tanta, tantissima umiltà. E’ da qui che parte tutto, dall’essere in mezzo alla gente che ha bisogno di sentirsi una mano rassicurante sulla spalla, come a far capire che non si è mai soli.E per quel voler divino, il nuovo Papa, potrebbe essere la persona giusta al momento giusto, potrebbe essere colui che con umiltà potrebbe parlare alla gente e rassicurarla che anche se è passato troppo tempo nei silenzi, non tutto è perduto, che potrebbe riportare ordine tra i “propri” disobbedienti ai voti e avere il coraggio di allontanare quei tanti “Erode” che sono ancora all’interno, ma il tutto con il buon esempio di tanta “semplicità” e senza sfarzi. Il nuovo pastore fa ben sperare in tutto ciò, ha scelto il nome Francesco che la dice tutta in quanto ad umiltà e semplicità, se riportato al poverello di Assisi. San Francesco portava il vangelo nelle strade nella vita quotidiana, aiutava i poveri dando l’esempio in prima persona, spogliandosi di tutti i suoi averi e del superfluo e diventando povero in mezzo ai poveri, e un papa che appena eletto, appare sulla loggia dell’annuncio, senza mantellina rossa, che chiede al popolo di pregare per lui, che ha preferito il pulmino all’auto di ordinanza passando per l’albergo a saldare il “suo conto”, e che ha rinunciato alla croce d’oro preferendo quella di ferro, ma soprattutto parla a braccio,senza cioè omelie o discorsi preparati, e che preferisce la parola “Vescovo” a quella di “Papa”con un bel sorriso….. E’ UN BUON SEGNALE DI SPERANZA per noi tutti che quella stella guida non riusciamo a intravederla più da tanto.

Papa FRANCESCO….VAI E RIPARA LA MIA CHIESA !!!!

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di Pino Curtale

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