Di tecnologia si muore

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Oggi ho letto un articolo che mi ha fatto riflettere e contemporaneamente  arrabbiare per una ennesima volta. Una rabbia che mi assale ogni giorno quando , incrocio persone convinte di avere un’auto dotata di pilota automatico come negli aerei captati dai radio fari. Certo ormai sono super dotate e paragonabili a quella di Diabolik o di James Bond, ma non mi risulta che guidino da sole, magari parcheggiano o ti aiutano a farlo, ma non guidano. Ebbene a fronte di ciò la guida della propria automobile resta del tutto manuale con le mani ben salde al volante e gli occhi sulla strada . Di tecnologia ormai ne abbiamo fin troppa ma mai quanta la pigrizia di quei soggetti testardi o superbi che dimostrano (a chi poi ?) di essere bravissimi nel compiere tante azioni simultanee ed in maniera impeccabile. Sono le stesse persone che passano ore davanti ad un Computer a sfidare un simulatore di guida e pensano che sia la stessa e identica cosa nella realtà, sono le stesse persone che non vedono l’ora di leggere da qualche parte l’uscita sul mercato di uno Smartphone nuovo per comprarlo subito, magari uno di quelli che con una “APP” comandano il frigo, la caldaia o abbassano le tapparelle di casa. Della serie “non sia mai che non lo abbia per mostrarlo agli amici”, e se invece a questi amici dimostrassero che quel mini computer tascabile può fare anche delle semplici telefonate o inviare messaggi con un solo comando vocale ?? e che potrebbe essere un grande vantaggio durante la guida, non sarebbe meglio ? Dimostrerebbero di sapere veramente usarla bene questa cavolo di tecnologia “da sfoggio di elite”, ma purtroppo non sanno neanche  che queste funzioni esistono sono appunto contemplate in “modalità guida”…e comunque rimane sempre il classico e comodo auricolare. Eppure ai nostri giorni per colpa di questa maledetta tecnologia da baraccone, si muore ……”

Morire per un sms: l’ultimo messaggino di un ragazzo che si è schiantato mentre era al volante

Alexander Heit era un giovane studente universitario. Un ragazzo come tanti, con lo smartphone sempre in mano per comunicare con gli amici. Niente grilli per la testa, appassionato di snowboard, escursionismo e con la patente immacolata. Il 3 aprile scorso il giovane era in macchina e stava andando in università . Non guidava veloce, aveva però lo sguardo fisso sullo schermo dell’iPhone mentre messaggiava con un amico.

 È bastata una breve distrazione, una frazione di secondo, e d’improvviso è finito sulla corsia opposta della carreggiata, ha perso il controllo della sua auto ed è piombato a tutta velocità in un dirupo. È morto in ospedale dopo una breve agonia. Ora i suoi genitori hanno voluto rendere pubbliche le ultime frasi spedite dal figlio prima dello schianto fatale. Si tratta di una conversazione banale, che però vuol’essere un monito perchè simili tragedie non capitino più.  «Mi piace, sei un amico. Ci vediamo presto, ti tw», è la frase, interrotta, scritta da Heit prima dell’incidente.

Ecco, questo era il pezzo dell’articolo sul Corriere della Sera, lo riporto perchè possa essere di monito ai ragazzi che mi leggono, anche se sicuramente saranno come le parole al vento, possano soltanto far pensare nel compiere quei gesti, che la vita è un regalo prezioso che non ci verrà donato per la seconda volta.

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di Pino Curtale