Sotto il segno dello sport ecologico

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Stamattina il vento ha cosparso di gioia e di allegria il lungomare della nostra cittadina.

Si è svolta infatti la manifestazione “Bimbinbici 2013” nell’ambito della “Giornata nazionale della bicicletta” che da qualche anno ormai è appuntamento fisso in questo periodo e che apre si può anche dire, la stagione delle manifestazioni roccellesi. E’ stata una bellissima giornata per le famiglie, ed è stato bello vedere tanti ragazzi, di ogni età pedalare insieme ai propri genitori o con gli amici, questo è un altro esempio di buona comunità e sta anche a significare come di bei momenti come  questi purtroppo  ce ne sono sono pochi e ci mancano davvero. Encomiabile il lavoro organizzativo dei ragazzi dell’Oratorio Parrocchiale che anche questa volta come in altre occasioni si sono notevolmente distinti, altro esempio lampante di quanto possono operare bene e sviluppare le risorse umane le associazioni ed il volontariaro sul territorio.

Il nostro lungomare si è arricchito di un altro pezzo di pista ciclabile, inaugurato stamane per l’occasione, aggiungendo così un altro motivo valido per sfruttare il mezzo più ecologico che esiste oggi. Avere tanti chilometri di piste ciclabili che congiungano i nostri paesi rivieraschi, è un auspicio di tutti noi, però le casse sempre più vuote dei comuni, oltre che le difficoltà orografiche dei territori, fanno sì che l’auspicio diventi utopia, ma dei grandi sforzi fatti fino ad ora, dobbiamo fare un plauso a chi veramente ha lottato per reperire i fondi e realizzare al meglio quello che abbiamo. Vedere, dicevo una marea di magliette dello stesso colore avanzare schierati dietro il vessillo della nostra amata bandiera italiana, fa un certo effetto, e l’ordine composto e gioioso dei più piccoli è stato un fotogramma da immortalare che non mi sono lasciato sfuggire.

A proposito di bandiere, altro riconoscimento importante per il nostro paese ,è l’undicesima BANDIERA BLU il riconoscimento conferito dalla Fee, Foundation for Environmental Education, e dato alle cittadine costiere europee che soddisfano requIsiti di qualita’ come ad esempio le acque di balneazione ed i servizi offerti (uno per tutti LA RACCOLTA DIFFERENZIATA PORTA A PORTA). Se pensiamo che in Calabria solo tre località quest’anno sono state insignite, direi che è un grande traguardo, e dobbiamo esserne orgogliosi in quanto significa che anche che noi cittadini ci siamo comportati bene e siamo meritevoli. E con questo orgoglio la bandiera simbolo di ecologica è stata issata al largo Colonne anche quest’anno alla presenza di tutti noi partecipanti. Altra bella immagine  è stata quella di vedere i ragazzi che purtroppo in bici non potevano proprio andare, giocare o assistere ai giochi allestiti nello stesso luogo ed accompagnati dagli instancabili volontari dell’ UNITALSI .La gioia dei loro volti nel ricevere una medaglia come dei veri sportivi, è indescrivibile oltre che commovente.

E’ stata dunque una mattinata di festa vera all’insegna dello sport e dello stare insieme. Ce ne fossero spesso di questi momenti, servirebbero a rendere il vivere quotidiano più leggero ,più ricco di valori ma soprattutto più sano.

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di Pino Curtale

Quando la gioia arriva in un momento sbagliato

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Vi è una sola persona al mondo capace di non abbandonarti mai, che corre appena ne hai bisogno, e che ti consola asciugandoti le lacrime, che ti osserva sempre e si accorge quanto cresci diventando grande. E’ colei che ti ha generato e messo al mondo, ti ha custodito per nove mesi nel suo grembo, proteggendoti con il suo corpo da tutto e da tutti e mettendosi in ansia per ogni tuo sussulto……..TUA MADRE !!!
Che sensazioni meravigliose proveranno tutte queste donne con la maternità, gioia infinita quando finalmente alla luce, conosceranno il proprio frutto, i suoi sguardi con gli occhi sbarrati che cercano di mettere a fuoco quello che improvvisamente gli è apparso davanti. Come recita una nota pubblicità, nasce, cresce, corre e poi si instaura un legame profondo ed indissolubile tra madre e figlio, quasi morboso. E’ giusto ed è bello che sia così, la mamma è sempre la mamma !! almeno così si dice .Le regole però hanno le loro eccezioni e purtroppo, c’è chi la maternità la cerca in ogni modo e non arriva scatenando una prova psicologica dura da affrontare, e chi invece per ironia della sorte, non trovando di che mantenersi , non la cerca proprio, anzi la evita o cerca di evitarla a tutti i costi. E se questo dono di Dio arriva quando meno te lo aspetti, nel momento sbagliato, nel periodo più difficile della tua vita ????? allora in alcuni casi , estremi per fortuna, si scatena qualcosa interiormente di spaventoso, di allucinante panico totale e………………………………………………………………Lascio tanti puntini di sospensione in quanto al solo dover scrivere quello che leggiamo quasi ogni giorno, rabbrividisco. Con quale coraggio e altrettanta disperazione si compiono tali gesti. Scrivo questo in quanto oggi nel navigare tra le pagine web , mi sono imbattuto in un post che mi ha commosso , di cui non conosco l’autore e che voglio riportare integralmente:

“Buongiorno, mi chiamo Gabriele Francesco. Sono nato a Novara l’11 aprile 2013 e oggi avrei un mese, se fossi ancora vivo. Invece sono morto lo stesso giorno in cui sono nato. Adesso tutti starete pensando che mamma e papà non si sono comportati bene: in effetti mi hanno lasciato solo, sotto un cavalcavia, con indosso pochi stracci e senza un biberon nei paraggi. Ma io non mi permetto di giudicarli. Certo è che noi neonati siamo indifesi: ci buttano dai ponti, ci fanno esplodere sotto le bombe, ci vendono per pochi soldi. Siamo carne da telegiornale. Prima di chiudere gli occhi, mi sono raggomitolato tra i rifiuti per cercare conforto e ho pensato: ma è davvero così brutto questo mondo che sto già per lasciare? Poi mi sono sentito sollevare e sulla nuvola da cui vi scrivo ho visto che la bellezza c’è ancora. C’è bellezza nel camionista che mi ha trovato e nell’ispettore che mi ha messo questo nome meraviglioso: è importante avere un nome, significa che sei esistito davvero. C’è bellezza nei poliziotti che per il mio funerale hanno fatto una colletta a cui si sono uniti tutti, dai pompieri alle guardie forestali. E c’è, la bellezza, nella ditta di pompe funebri che ha detto «per il funerale non vogliamo un euro», così i soldi sono andati ai volontari che in ospedale aiutano i bimbi malati. Dove sono nato io, metteranno addirittura una targa. Allora non sono nato invano. Mi chiamo Gabriele Francesco, e ci sono ancora. “

Domani è la festa della mamma, con gli auguri spero arrivi a tutte loro tanta forza e tanto coraggio oltre che buon senso. Tra tutti i doni, Dio ha riservato alle donne uno più grande “la possibilità di generare una vita” .Su di essa si potranno vantare tanti diritti tranne uno: QUELLO DI SPEGNERLA

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di Pino Curtale

L’Italia è ancora una repubblica fondata sul lavoro ??

1 Maggio GIl 1° Maggio sarebbe la festa del lavoro, il condizionale è d’obbligo in quanto ormai di lavoro è rimasto ben poco, ma i lavoratori potenziali che lo cercano sono sempre di più. Comunque il lavoro, qualunque esso sia, è sempre nobile anche quello purtroppo non remunerato, quello volontario messo a disposizione della comunità, quello intellettuale che serve a migliorare le condizioni di vita e che prepara al futuro la persona. Altrettanto nobile è il lavoro che gli “umili” svolgono per altri che invece preferiscono non sporcarsi le mani in quanto non lo ritengono adatto o qualificante per se stessi. Certo che la “possibilità” di lavorare diminuisce di giorno in giorno, ma è anche purtroppo semplice dire subito a priori: “Non c’è lavoro, quindi sono disoccupato”. Oggi chi fa da se fa per tre, devi accontentarti di tutto quello che passa per le tue mani e che ti offrono, oppure sforzi le meningi e cerchi di inventartelo. Tutto è meglio che non far niente e aspettare l’opportunità che non arriverà e sperare che il brutto periodo passi. Questo ce lo auguriamo tutti e con questa speranza alleniamo intanto il cervello perché non si atrofizzi.

Discorso a parte per tutti coloro che invece il lavoro lo hanno perso, magari dopo tanti anni nel corso dei quali, sentendosi sicuri di quel posto, si sono impegnati in tanti progetti, tralasciando appunto la ricerca di alternative che mai come in questi casi sarebbero tornate utili.

Per esperienza personale, la perdita del lavoro, porto sicuro per ben 24 anni di tranquillità personale e della famiglia che hai sulle spalle, è un fulmine a ciel sereno che ti colpisce e ti paralizza totalmente. Rivanghi tutto quello che avevi progettato e ti domandi cosa buttare per primo giù dalla torre, e poi il tempo di ammortizzare il duro colpo, ti basta guardare negli occhi chi ti sta accanto, e capisci che devi rimboccarti le maniche e cominciare a darti da fare per rimanere a galla in quel mare in tempesta che ti si è presentato davanti all’improvviso.

C’è chi purtroppo in queste scelte dolorose, fa il passo più lungo di quanto potrebbero fare le proprie gambe, scommettendo in grandi imprese, sottovalutando rischi e scommettendo su capacità proprie non idonee. Il proprio carattere non aiuta a sopportare le delusioni delle aspettative e tali incapacità di venire fuori dal vortice  trascinano sempre più in fondo fino a spingere a gesti “estremi” lasciando tanti se… e tanti ma… a chi offriva il proprio aiuto. Anche in questi gesti affiora un grande coraggio, ma contestualmente una grande debolezza della persona, ed a queste dobbiamo tanto di cappello, facendo tesoro di meditazioni più accurate su quello che facciamo ogni giorno . Anche per loro dobbiamo “festeggiare” o meglio voglio usare il termine “DEDICARE” questo PRIMO MAGGIO, che resta sempre una festa capace di scuotere le coscienze di chi dai palazzi non si sforza di capire il dramma della gente comune.

Ed un pensiero va doverosamente a chi  svolge anche quel lavoro sottopagato ed elevato alla gloria del non riconoscimento di tanti, ma che con la propria professionalità vigila su di noi mettendo in gioco la propria vita. Questa gente  vive continuamente in trincea e magari ci muore , quindi merita di essere onorata con stima da tutti.

Il pensiero di questa “Festa della disperazione” come in molti non giustamente a mio avviso l’hanno chiamata, è tutto per il Brigadiere Giuseppe Giangrande, che a guardia di quei palazzi dove tutto si decide nel bene e nel male, lotta per la propria vita in un letto di ospedale.

Onoriamo quindi e comunque questo PRIMO MAGGIO di speranza in tempi migliori, ma soprattutto onoriamolo per i nostri figli facendogli ancora credere in un futuro e nel lavoro che qualunque esso sia,  resta sempre la vera , dignitosa nobiltà dell’uomo.

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di Pino Curtale