Ma che belle foto !!!… guarda meglio !!

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“Fotogrammi e pensieri su ciò che mi circonda”

Avevo scelto questo titolo per il blog, in quanto avrei voluto dedicarlo agli scatti pìù belli che mi sarebbero capitati sotto gli occhi, quindi non solo scatti miei ma immagini casuali di qualunque provenienza e che mi spingessero a scriverci su un mio personale pensiero. Andando avanti invece, mi sono reso conto che il titolo scelto è più che mai azzeccato per tanti altri motivi, infatti guardandomi intorno a 360 gradi, e non tanto distante da me, di scatti ne verrebbero veramente tanti ed ogni cosa che mi circonda meriterebbe un fotogramma su cui discutere, e purtroppo sono sempre di meno quelle istantanee di positività, di bello di colorato, mentre aumentano ogni giorno quei “fermo immagine” che non vorrei vedere o su cui soffermarmi e non basterebbe una galleria intera per via di un elenco che non vedrebbe fine. Per esempio:

La prima inquadratura è dedicata a quella stazione dei treni deserta bella esteticamente, ma dove i binari ormai sono quasi tutti morti, e quello sopravvissuto è coperto di erbacce. A chi diamo la colpa ? solo a Trenitalia ?? non penso sia giusto..chiediamo alla Regione che ha voluto privilegiare il trasporto su gomma.

Un’altra foto la dedicherei all’incuria dei luoghi dettata dall’illogica prevalenza di altre priorità. A chi diamo la colpa ? solo agli amministratori ? non penso sia giusto… chiediamo anche a quei (pochi per fortuna) cittadini che contribuiscono al degrado devastando quel poco che abbiamo. Se non riceviamo risposte basterebbe interpellare i tanti “grandi fratelli” sparsi, sempre che non siano ipovedenti o ciechi assoluti.

Un fotogramma lo dedicherei anche a tutti quei personaggi che credono di essere padroni delle strade, e che dopo una “corsetta” degna di una pole position, parcheggiano comodamente sui marciapiedi pensando che chi avesse denominato così questi percorsi ben piastrellati, fosse un pazzo.

A seguire quindi uno scatto per immortalare la scena di chi con un passeggino con a bordo un bimbo, o addirittura un diversamente abile  si appresta a partecipare  all’ennesima gimkana della sua vita.

Meritevole di un premio speciale della giuria, sarebbe un flash su quell’opera d’arte moderna e contemporanea a cui venne data la definizione di “Ammodernamento e messa in sicurezza del ponte sul torrente Torbido” con annessa pseudo pista ciclabile morta come i binari FS, e due  panchine per i viandanti che possono così godersi il panorama sulle canne che crescono rigogliose. Ed analizzando bene sia l’insieme dell’inquadratura e sia i termini usati ci rendiamo conto che di “sicura” è solo la candidatura ad un premio nobel dell’ingegnere progettista che dopo notti insonni ha partorito un disegno così futuristico. Auguri !!

Una foto d’insieme anche ai bambini che giocano in ogni angolo di strada sfidando i pericoli del traffico perché nessuno, si è inventato o si è sforzato di trovare uno spazio all’aperto da dedicare a loro e alla loro voglia di correre felici inseguendo una sfera di cuoio o semplicemente una bottiglia di plastica in mancanza d’altro.

E poi la più importante foto a mio avviso sarebbe quella che non verrebbe bene, o meglio guardandola mi verrebbe da dire : caspita dove ho sbagliato ??? tranquillo!!! ho impostato tutto a dovere solo che è la foto scattata ad uno o più fantasmi, invisibili quindi………infatti mi sarei aspettato di vedere qualcuno che osservi quello che vedo io, ma con l’autorità di intervenire, ma invece nulla e nessuno.

Belle foto ? surreali ? magari !!! purtroppo non è così è pura realtà quotidiana. Mi consola però il fatto che vi siano anche quegli scatti belli a vedersi, come l’espressione fiera e meritevole sui volti di chi opera nel volontariato in tante situazioni, oppure chi mette il proprio impegno affinché i giovani pratichino lo sport, e socializzino tra loro in luoghi che possono diventare anche centri di aggregazione per le famiglie, come l’oratorio parrocchiale dove anche io do il mio modesto contribuito, o il riscoprire le vecchie tradizioni popolari facendoci rivivere sensazioni ormai perdute.

Ma gli scatti che dedico di continuo sono quelli immaginari, e che la mia mente vorrebbe  si materializzassero ,e magari si potessero mettere in mostra  affinché le vecchie foto appena viste ,prima grigie e prive di definizione, virassero al bianco e nero e poi al colore, venissero quindi “ritoccate” se non elaborate totalmente ,divenendo così  speranza per il futuro. Ma per quel che  vedo ogni giorno attraverso il mio obiettivo, purtroppo queste foto forse rimarranno a lungo nel mio album dei sogni anche se con l’augurio che un domani lo possano sfogliare i nostri figli.

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di Pino Curtale

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