La grande gioia … e poter dire …io c’ero !!

11401452_782130648566282_3701048869772767415_n……E magari fosse un attimo,
vivila ti prego.
E magari a denti stretti,
non farla morire;
anche immersa nel frastuono,
tu falla sentire,……

Una piccolissima parte del testo “La gioia”, canzone che zaino in spalla cantavamo ad ogni evento scout. Io ho sempre meditato su cosa potesse significare, ed ho avuto sempre la stessa convinzione, quella cioè, di cercare nella vita quegli attimi che anche se durano poco, possano farti sentire bene con te stesso e con gli altri. Ora dai miei 53 anni, mi rendo conto che quegli istanti, possono darti ancora le stesse emozioni di quando quello zaino lo portavi come fosse una piuma in quanto era stracarico di “gioia”. Sabato questa canzone, echeggiava per le strade di Roma, e rimbalzava da una strada ad un’altra, attraverso una grande nuvola azzurra. 80-90 mila uniformi scout, camminavano in fila con meta San Pietro, ad incontrare Papa Francesco, ed io pur sapendo di questo evento, non avrei mai pensato di trovarmi di fronte a cotanta emozione.

Già alle tre di notte, in uno dei tanti autogrill di una disastrata autostrada, avevo fatto la fila alla cassa tra tante formiche azzurre, che sembravano schegge impazzite in preda a raptus di euforia, ma per quei dieci minuti mi son sentito uno di loro. Pronti per questo incontro importante ?, ho chiesto, ..Non vediamo l’ora di avere Francesco tra noi !! (la parola Papa ormai è opzionale) e così lasciavano intendere quanto erano carichi. Arrivato a destinazione, fui trasportato da quel fiume in piena che faceva la mia stessa strada, ma che ad alla vista di un qualsiasi spazio, formava un cerchio e creava il suo momento di riflessione o di canto. Io ero lì per un altro motivo, avrei incontrato infatti dopo qualche ora, degli amici fotografi che mi avevano invitato a partecipare ad una mostra collettiva, e quindi per me un’occasione di confronto fuori dal mio habitat, ma per un momento sono stato tentato di seguire quella scia azzurra e poter provare così le loro stesse emozioni, e magari con un po’ di fortuna anche catturare qualche fotogramma, ma poi in verità ho desistito anche perché non ne avrei avuto la forza, ed ho continuato per la mia strada. Effettivamente saper di dover anche incontrare quegli amici virtuali conosciuti sul social più famoso, che mi hanno invitato, accolto ed apprezzato, era per me una gioia, come lo è stata vedere esposte le mie fotografie che esportavano un pezzetto della mia mia città fuori regione. Ora tornato a casa, rivivo entrambi i momenti guardando i fotogrammi sul monitor, le foto della mostra correlati dai volti interessati di chi era presente all’inaugurazione, o dai sorrisi raggianti di quegli amici che mi hanno voluto lì, ed i video emozionanti ed a volte commoventi di quell’oceano azzurro che ancora una volta mi ha fatto venire i brividi e gli occhi lucidi, non oso pensare cosa potessero provare loro. Il lancio dei fazzolettoni su quella papa mobile 1-100-1000-80.000 simboli di una promessa, immaginando anche di lanciare il mio, è stato bello
vederli, ma soprattutto vedere i rappresentanti dell’AGESCI roccellese, che non si stancavano di saltare e gridare la loro presenza, scattare le foto più disperate, nel tentativo di fermare la spontaneità di ogni singolo attimo di felicità , condividerlo con chi è rimasto a casa, dimostrando che l’essere in quel luogo, e vivere quell’emozione, sarebbe rimasto indelebile nella memoria ma soprattutto nel cuore.
Io, facendo scorrere le immagini, godo tutt’ora di quella felicità tinta di azzurro, di quell’abbraccio del Santo Padre ai più piccoli emozionati, mentre gli altri a squarciagola cantano sotto il sole cocente “la gioia”…….10991161_690683417704832_3466658720459941433_n
..E magari fosse un attimo,
vivila ti prego.
E magari a denti stretti,
non farla morire;
anche immersa nel frastuono,
tu falla sentire,……
con lo scatto di uno smart, tenuto in alto con la speranza di fermare il tempo e poter gridare al mondo la propria FELICITA’. La stessa unica Felicità di chi non ha potuto salutare Francesco autonomamente, ma ha avuto modo di mostrarla ugualmente a Lui che si è chinato umilmente per una carezza.
Conservatela quindi sempre, questa gioia Ragazzi, approfittando di ogni occasione per condividerla, ed a distanza di anni riviverla come se fosse ancora OGGI e non ieri.
(Foto di Martina Andronico e Giuseppe Bisogno – video fonte YouTube)

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di Pino Curtale