La gioia è fatta per essere condivisa.

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Come ogni compleanno che si rispetti, vi è un momento in cui si scartano i regali. Tra i tanti vi è sempre uno che si distingue con la grande ammirazione e felicità del festeggiato. Il compleanno dell’Oratorio parrocchiale, è stato veramente speciale, tanti invitati, tanta partecipazione, ma il regalo più bello, e più grande è stato lo stare insieme di tutte le realtà giovanili di questo nostro paesello di provincia. Li ho visti lavorare allegramente al rendere la festa degna di tale nome, all’insegna della semplicità, ma con la gioia nel cuore. Tutto a favore dei più piccini, che aspettano sempre questo momento per stare accanto a Don Bosco ed accompagnarlo in processione. La gioia è assai contagiosa, e chi passava dal nostro cortiletto, era quasi incredulo nel vedere tanta cooperazione. Certo, ci vuole impegno e passione da parte di noi animatori, che accanto ai ragazzi, cerchiamo di superare ogni ostacolo senza che essi se ne accorgano, ma cosa non si farebbe per i propri figli ? Quando sei in una associazione, ne sei parte responsabile per una promessa fatta, sono tutti figli tuoi, quindi spingi a tavoletta l’entusiasmo consapevole del fatto che loro, specie i più piccoli, guardano te. Ho visto quindi le varie associazioni, i loro responsabili, lavorare insieme per un fine comune, e credetemi è stato veramente bello, al punto di non capire più cosa si stesse festeggiando, non era una ricorrenza, ma magari una festa di tutti e che dovrebbe durare tutto l’anno.16388138_1197692943600624_5607916091545585752_n  Padre Giancarlo Bregantini, lo conosciamo tutti, come conosciamo benissimo quel che ha fatto per la nostra Locride, il suo attaccamento a questa terra sfortunata e per alcuni aspetti martoriata, è tale che alla prima occasione utile di un invito, non esita a tornare. La sua presenza carismatica, è stata importante ieri, le sue parole sono state toccanti per ognuno di noi, e se pensiamo anche al suo impegno personale affinchè questo Oratorio nascesse, direi che non bisognerebbe aggiungere altro. Ma io ho avuto modo di parlare a lungo con lui, e alle sue domande sul nostro laico operato a favore dei ragazzi, si accompagnava la sua meravigliosa gioia quasi incredula al vedere quel che si è fatto in 10 anni. Imbarazzante il raffronto con altre realtà dure anche della sua attuale sede episcopale, e quindi ancor di più gioioso per il vedere così tanti ragazzi e le rispettive famiglie insieme. Anche questo è stato per noi motivo di orgoglio, permettetemi il termine presuntuoso, in quanto vuol dire che forse, qualcosa di buono siam riusciti a farlo, e non nascondendo anche le difficolta. Specialmente in questo ultimo periodo, in cui manca a noi, e specialmente ai ragazzi, la loro guida principale, Don Giuseppe Raco. Lui, il grande ma umile guerriero, che ha voluto in prima persona, e ferma volontà un luogo sano dove i giovani possono vivere il tempo libero con gioia ed amicizia. Il nostro Don, tra tutte le sue battaglie, sta combattendo la più importante, e siamo sicuri che ne uscirà vincitore come sempre, ma ieri la sua assenza si respirava a pelle. Ecco perchè Padre Giancarlo, al quale abbiamo strappato anche una promessa, è stato importante per noi . 10464221_686788678024389_4985827491028846977_n

Bene, dire grazie a tutti, è anche riduttivo, ma l’unico GRAZIE che penso di poter dire con tutta sincerità, è proprio a Don Giuseppe. Per aver dato a me, come a Vincenzo e agli altri ragazzi la piena fiducia ad affiancarlo ed aiutarlo a condividere  quel sogno dentro un cortile, tanto desiderato anche da Don Bosco.

Amico mio, sappi che abbiamo festeggiato un bel compleanno, e virtualmente anche il tuo, ma ricordati di ritornare presto, che c’è tanto altro da fare, e perchè….E’ QUI LA FESTA che deve continuare.

di Pino Curtale

“Il privilegio dei grandi è vedere le disgrazie da una terrazza”(K.GIBRAN)

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Fonte Web

Sgomento, tristezza, rabbia e lacrime. Questo suscita in parecchi di noi guardare lo scorrere delle immagini che arrivano dal centro Italia. Immagini fredde come quella neve che copre le macerie, ed abbatte le tendopoli. Crude e dure come le parole del sindaco di Amatrice : “ Cosa abbiamo fatto di male noi per meritarci tutto ciò ?” Anche madre natura ha deciso di picchiar duro, e l’emergenza si è sovrapposta al dramma, la paura ha scaturito i dubbi della fede, e del credo di ogni singolo cristiano che ha perso tutto quel che aveva, fino ad arrivare alla domanda rivolta a chi sopra quel cielo plumbeo, disegna i destini…PERCHE ??

Non c’è nessuna risposta, se non il boato di un incubo senza fine.

Solidarietà certo, gli italiani non sono persone che si tirano indietro, pronti a dare tutto con il cuore, ma vorrebbero vedere concretizzarsi tutti i buoni propositi verso quella povera gente. Dai palazzoni, comodi in una bella poltrona, al calduccio è molto facile usare termini come “non vi lasceremo soli” / “vi siamo vicini”, ma una semplice passerella sotto il sole d’agosto che aiuta a promettere ottimismo, ha solo il sapore di beffa o di compassione d’ufficio. Agosto è ormai lontano , e mentre si consuma tutt’oggi una tragedia, della quale tutti i media ne fanno lauto pasto, li nella sala di comando d’Europa, si discute sui punti di PIL o di percentuali decimali, tra sorrisetti nei corridoi in attesa delle interminabili sedute durante le quali si discute di … ma di cosa ??? Il tutto tra coffee-break o working-lunch, e si, tanto ormai le terminologie inglesi o “americanizzate” dai politici hanno preso il sopravvento. Ma noi siamo ITALIANI, abituati a capire le parole semplici a portata di ogni cultura o ceto sociale, e quello che stiamo capendo è solo la disperazione di quella povera gente, che oggi non può neppure fuggire perché sepolta viva dalle macerie prima e da metri di neve poi. Nessuna immagine sembra giungere sui monitor di Bruxelles, nessun grido d’aiuto giunge alle orecchie di Montecitorio, sembrano tutti sotto una campana di isolamento. Ma gli isolati sono gli abitanti di quelle terre che sembrano bombardate, e nessuno di lor signori è andato a “sfilare” con la propria truppa di guardaspalle ORA, TRA LE MURAGLIE create dagli spazzaneve, che una volta aperta la strada principale, chiudono automaticamente la viabilità agli incroci che portano alle frazioni, e di cui non si sa più nulla…magari meglio una passeggiatina di rappresentanza all’estero, in attesa che il bianco lasci il posto nuovamente al colore delle macerie mostrando tutta la morte e la distruzione che oggi nasconde.

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Fonte web

I sindaci gridano : Mandateci le turbine !! (quelle che la neve la sparano a distanza e non la accumulano ai lati) Non ci sono, o meglio quelle in dotazione alle province sono GUASTE. Ma cavolo è inverno, lo sai che nevica, e lo sai che il clima è impazzito, come sai pure che la tua provincia, la tua regione E’ TERREMOTATA, e allora ????? Puoi non incazzarti ? a vedere anche i poveri militari a spalare la neve con le pale da muratori, che davanti a montagne bianche somigliano a quelle con cui si gioca sulla spiaggia d’estate ???? Puoi non incazzarti a sentire quel “vi siamo vicini” ?, puoi non incazzarti a sapere che  aiuti materiali (coperte e quant’altro) giacciono da agosto in magazzini e non distribuiti, o peggio puoi non incazzarti quando leggi che i soldi della generosità dei tanti cuori colmi d’umanità, tra gare di solidarietà e raccolte “telefoniche” non arrivano mai a destinazione o non vengono spesi per lo scopo della donazione, ostaggi magari della speculazione bancaria o della burocrazia ??

Miliardi per salvare banche fatte fallire, e fragili tende a quei poveretti, ma ti consolano dichiarazioni come “tasse sospese per i terremotati”. SOSPESE ???? ma dovete annullarle come minimo, o pensate che tra anni, indebitati come sono per cercare di ricominciare a sopravvivere riusciranno a pagarle ? Stanno già chiedendo aiuto, qualora non ve ne foste accorti !!…  Li ammazzerete due volte, come in tanti altri precedenti casi.

Lo so, ho scritto cose di cui tutti sono a conoscenza, ma solitamente le penso e le grido solo dentro di me, sentendomi impotente di fronte a cotanta indifferenza politica. Certo è uno sfogo che faccio dal mio angolo del web, e che un tempo avevo pensato di dedicare a sensazioni scaturite dalla mia fotografia, ma che poi è diventato quasi un diario di emozioni belle e meno belle. Anche perché, ad essere sincero, della fotografia che amo, questa dell’ultimo anno, e degli ultimi giorni, ne farei a meno, ma se avessi scattato personalmente quegli attimi di disperazione, quei volti di terrore, poi avrei fotografato il cielo ed al posto della solita mia firma avrei scritto anche io PERCHE’ ?? Ma vi prego amici miei, non lamentatevi del “freddino” raro per noi calabresi, fatelo in virtù della pietà implorata da chi non sa dove e come vivrà prossimamente, e magari pensatelo anche quando tra qualche mese starete in ammollo al mare o a crogiolarvi al sole.

di Pino Curtale